Return Indietro                                                Cronaca di Creativa 2006

Cronaca Personale - Venerdì 26 -05-2006  

 ore 20,30

Oggi la nuova apertura. una serata sperimentale. nell’immaginazione una grande performance. uno spazio che si trasforma. la gente che si riprende una piazza. molti tasselli sono già pronti per andare al loro posto. la mostra di Mail Art -180 opere di 155 artisti da 21 nazioni- è già tutta imbustata e deve solo essere esposta. in un lato della piazza i gazebo sono già montati, sei grandi spazi da riempire. Nonostante tutti gli accordi presi in precedenza qualcosa si inceppa. Claudio alle 17 mi telefona. Non hanno ancora messo i divieti e la piazza è piena di auto, certamente non si può montare né palco, né impianto. Ed è solo grazie all’ “intervento energico” dell’Assessore che la situazione si sblocca ed i vigili fanno il loro dovere. Ormai i ritardi si sono accumulati. Lorenzo e Gianna vengono a prendermi ed andiamo. Quando arrivo non c’è nessuno. La piazza è vuota, sotto un cielo irreale di fiammate rosa e celesti, l’aria tiepida è un invito a godere, ad osservare... nonostante tutti gli impegni che mi aspettano. C’è solo Guenda che ha aperto il suo banchino di oggetti creati con le sue mani, la saluto e mi presento. Poi piano piano ecco arrivare Umiliacchi,  i Morandi, gli Strada, Bertola e Vitacchio, Marchiani, Donaudi, Mandrino, ognuno con le sue storie, i suoi ricordi. Ci sono i ragazzi di Tolentino, Sileoni e Rocchi ci presentiamo, mi da un lavoro di suo padre per la mostra (alla chiusura dovremo bruciarlo). Finalmente scendono Claudio, Giampaolo e gli altri andati al circolo a mangiare. Mi raccontano le disavventure, il telo per le proiezioni, il caos. Gli dico di andare a casa a prendere tutti i materiali già nelle scatole, i computer, il proiettore, i pannelli. Intorno a me una girandola di parole, sorrisi, ricordi, materiali da darmi. É tutto uno scambio di frammenti che creano quel clima di comunità, in cui anche se continuamente interrotti da una informazione, un problema o altro e sospesi ad una parola, il rapporto non si interrompe. Ma io fremo. Mi sembra che i tempi si allunghino. In testa ho tutta una geometria di pensieri su come dovrebbe svolgersi la serata, ma mi mancano le energie e lo spazio si organizza da solo per una somma di eventi naturali. C’è Francesca, Benedetta, Luisa il suo ragazzo, Irene, Rosa e Camilla. Finalmente il camioncino con Patrizia e i materiali. Via! tutti all’opera. Arrivano, dopo otto ore di viaggio, il gruppo di Clusone, sorrisi, saluti e presentazioni. Intanto devo organizzare la proiezione dei video. Lorenzo mi sistema gli attacchi. Funziona! Dalle casse esce del suono, io mi adeguo e apro i miei generatori di suoni digitali. Mentre gli altri in allegra confusione montano le opere. Io dialogo a distanza col basso di Rocchi e poi con la chitarra di Claudio. Lo spazio vibra di gocce sonore e ritmi bassi e continui. Bertola e Vitacchio aprono le performance con la deeEeclaAamaziione delle parole Ricchezza e Povertà. Mandrino introduce la serata, e continuerà ad introdurre e presentare come abile anfitrione tra una poesia e la lettura dei partecipanti della mostra di Mail Art. Altri amici si aggregano a noi venuti da Rignano e da fuori. Massimiliano De Luca ha portato “Le sue parole”. Si proiettano le 100 trasformazioni digitali. Donaudi legge una poesia e gli Strada improvvisano una danza sui nostri suoni che trasfigurano “Interstellar overdrive”. Sileoni e Rocchi sono pronti. Sulla nota lunghissima del basso Fosco si inzuppa con del liquido rosso, si strascica su un telo di naylon. Si toglie la giacca ed i pantaloni montandoli su un manichino èConcerto in giacca e cravatta per basso e cerini”, accende una fiammella e si allontana mentre il basso  prosegue la scalata delle sue note. Annuncio la proiezione dei francobolli in movimento di Natalie Lamanova. Si prosegue con il video di Gallingani. Poi il computer si ferma. É già ora di chiudere. Mandrino recita/mima una poesia muta. É quasi freddo ed anche umido. Gli ultimi accordi, i resoconti, gli immancabili saluti, i... a domanimattina.

 

Sabato 27 ore 11,50

Arriviamo. Claudio ed Emanuele sono per strada carichi di carta igienica e rotoloni per gli artisti. Finalmente incontro Claudio Parentela insieme a Silvia, la sua compagna, mi mostra la striscia di 10 metri di suoi disegni già incollata lungo il piazzale e la mostra preparata per Creativa. Saluto Fulgor Silvi, Giancarlo Pucci con sua moglie, le tre ragazze di Take it Easy che hanno già esposto la rivista e i dolcetti;  Guenda ha rimontato il suo banco di oggetti. All’interno Gio, Titti e Lory sono in piena attività creativa facendo confondere Claudio. Il sole è splendido, intenso, caldo. All’ingresso della sala Mandrino ha piazzato la sua installazione “Sei al Top” fatti sostenere dal terza mondo! Parlo con i Morandi ricordando la loro disponibilità a partecipare all’incontro con gli alunni, sono titubanti ma sarebbero contenti. Chiamo anche gli Strada, anche loro vorrebbero partecipare. Non ci penso due volte e dico ad entrambi di prepararsi. Andiamo. I ragazzi, tre classi, sono già nell’aula magna. Entro, sono in ritardo. Saluto la professoressa e mi dirigo davanti agli alunni. Chiedo silenzio e introduco brevemente lo scopo di Creativa, l’incontro con gli artisti e la possibilità di conoscere nuove espressioni. Spiego rapidamente la figura del performer e lascio la scena agli Strada. Uno di fronte all’altro leggono sulle rispettive magliette un testo sul loro perdersi, Giovanni ricanta quello che Renata legge. Applauso. Presento Bertola e Vitacchio. Carla fa un gioco di parole sul suo nome insieme a tutti gli alunni che partecipano in modo fragoroso. Alberto esegue con la sola voce un brano di poesia sonora per multipista ed un mugolio mimato. Introduco i Morandi che hanno un modo ancora diverso di agire. Emilio sale sulle sedie fra i ragazzi, e ne sceglie uno ad uno 12, Franca da loro in mano una lettera dell’alfabeto. Sarà infine Emilio a comporre le parole PoesiaPoetry. Passo la parola a Mandrino che dal fondo dell’aula parla dell’orizzonte, della poesia, dell’uso della poesia, del perché poesia. Ma suona la campanella e nel caos più totale i ragazzi felici ci salutano. Anche noi ci guardiamo soddisfatti insieme alle professoresse che hanno partecipato. Saluto tutti e corro a casa per distendermi. Incrocio Tiziana Baracchi e Giancarlo Da Lio. Ci sono ancora alcune cose da prendere, qualcun’altra da preparare.

Le 15, ripartiamo col doblò. Irene ed Emanuele mi aiutano a scendere. Lì davanti si è fermato un furgone con la scritta Argillateatri e quello che scende è sicuramente Ivan Cozzi, lo chiamo e ci presentiamo è arrivato da poco e deve mangiare. Mentre parliamo una Ana Milovanovic in completo rosa ci raggiunge, è arrivata da Belgrado con molte ore di ritardo. Nel piazzale, in un angolo c’è un grande nido di paglia, dall’altro il palco e l’impianto con Giampaolo che lo controlla. Claudio ha appeso il programma, dobbiamo fare dei cambiamenti ma in complesso va bene. É arrivato Bruno Capatti con una stampella, un abbraccio a suggellare tutte le sue cartoline e le nostre email scambiate durante l’anno. Bertola e Vitacchio mi mostrano in anteprima la copertina del nuovo “Offerta Speciale” con una mia poesia visiva come finale. Titti mi da un suo librettino che è anche la sua tesi ed il loro giornale Stampaliberaeindipendente.  Con Ivan concordo l’orario della sua performance. Umiliacchi mi presenta una coppia di Livorno venuta per seguire tutto l’incontro. Diamo il via al pomeriggio. Tutti in cerchio dentro la stanza. Lasciamo che ognuno si presenti. Molti si conoscono già. Molti ci ringraziano di questo incontro. Alcuni come Cozzi e Pucci ci raccontano la loro esperienza, molti ironizzano su se stessi sul proprio curriculum che non basterebbe una settimana, un mese! per elencarlo. Anch’io e Claudio facciamo la rivelazione Clamorosa: lui è me io sono lui! Conclude l’assessore Lucia Bencistà raccontando di aver iniziato le performance ieri sera urlando con i vigili! e dei positivi contatti con la Provincia. Prima di uscire si avvicina uno e si presenta, Tito Truglia. Ma come, protesto io, potevi avvisarmi ed entrare subito nelle presentazioni?

Tutti fuori. Inizia Silvi. Cappuccio nero. Vaga. Ogni tanto estrae un palloncino, lo gonfia e bumm! lo fa esplodere. Si toglie il cappuccio e ci annuncia: La guerra è finita. Passa la parola a Truglia che si presenta e mostra e distribuisce la sua fanzine Farepoesia, quindi ci legge tre sue poesie. Intanto gli Strada, con un sottofondo di canzoncine,  sono pronti nel nido, lanciano canzoni agghindati da strani volatili. Ed ecco l’uovo, sta per schiudersi, lo aiutano e tirano fuori due peluche. C’è un’esplosione di: Bravi! e batter di mani. Titti, Lory e Gio si preparano ad un’azione nel piazzale. Thomas suona delicatamente la chitarra. Gio compone con vari pezzi un cerchio con al centro il manifesto di Creativa. Appena è composto le altre gli portano via i pezzi. Pian piano, come ravvedute, tutte riportano i pezzi, ricompongono il cerchio, si inginocchiano intorno e dicono: Armonia. Adesso il piazzale è fermento di scatti, di parole, di scambi e preparativi. C’è Tiziana Baracchi con la maglietta rossa di Pete Spence che si fa fotografare con gli artisti. Mandrino che raduna gli “storici” per un omaggio e per una foto di gruppo da inviare all’artista/poeta Miglietta  con un testo preparato da entrambi sulla poesia totale. Ci sono dei suoni potenti nell’aria. Sul basso tirato a note lunghe di Rocchi, Sileoni interpreta il disagio incatenato, tra interventi drammatici e psicotici sotto il segno della luna, è "Catarsi", quando un applauso scioglie la tensione Leonello Rabatti si pone al centro dei residui dell’azione e declama il monologo di un lucido pazzo. Casella sta preparando una poesia collettiva alla maniera surrealista e mi chiede di scrivere due versi come hanno già fatto gli altri. Giampaolo mi ha sistemato il computer e con Claudio iniziamo a suonare “Cavatori senza nome”, Irene davanti interpreta le fatiche di un cavatore, a metà del brano entra anche Rocchi col suo basso. Segue la sorpresa, l’omaggio a Mandrino. Claudio gli ha musicato la poesia “Nel vino, nel fumo, nelle canzoni”. Quando mi giro trovo il gioioso sorriso di Pennello che dopo il tour in Europa è venuto per vedere quel che succede a Creativa. Bertola e Vitacchio con indosso dei costumi e pochi oggetti sparsi sul piazzale ci propongono una performance in memoria di una loro amica morta in un incidente. É pura poesia, movimento, voci ed echi che si snodano nell’aria tra noi, con noi ascoltatori e partecipanti. Casella ci raccoglie in cerchio per leggerci la surrealpoesia che abbiamo scritto poi ci racconta un suo brano sul tema del ricco e del povero. Pucci con Rossella, sua moglie, porta tutti i costumi gli distende sul pavimento, poi sceglie 7 donne e gli mette degli strani e colorati copricapo, lui indossa un gran costume da vagina spalancata ed inizia una processione. Poi indossa il costume Arteseducente e quindi quello di Inseminalarte. Donaudi ci legge due poesie. Ivan Cozzi è pronto col suo grande pallone arancio, indossa una maschera da elefante ed è vestito di nero, con guanti bianchi ed il bastone. Su una base di musica classica inizia una delicata e poetica danza. Rientriamo tutti nella sala Morandi si sta preparando per “Acqua”. Sulla parete è proiettata l’immagine azzurra dell’acqua, su sei sedie in due file frontali, Franca fa sedere sei persone. Emilio si spoglia e inginocchiato con la testa dentro un secchio pieno d’acqua, grida gorgogliando la parola, trascinandosi fra le sedie con enorme fatica. Franca offre un bicchiere d’acqua a chi è seduto. Chiude Marchiani raccontando i suoi quadri/pannelli in difesa dei paesini  della Liguria. Via, a casa a riposare, mentre gli artisti si apprestano a cenare.

Riparto con Patrizia in carrozzina e ci fermiamo alla stazione, sò che c’è Claudio Parentela e Silvia che devono tornare a Firenze. Ci scambiamo ancora parole e ci salutiamo di nuovo. Quando arriviamo alla scuola, gli artisti si stanno incamminando. Scortati dai vigili, partiamo per la Promenade. In testa lo striscione della Repubblica degli artisti.  Davanti agli stand della mostra di Mail Art, Capatti fa la sua azione nel centro della via. Occhi bendati e radiolina con musichette, si inginocchia e scrive Felicità. Si rialza e lancia coriandoli in aria, accende una lampadina e cerca. Ripartiamo battendo le mani e cantando fino alla fontana. Qui ci sediamo tutti in cerchio, Da Lio porta i saluti di Cristin, che qui aveva fatto la sua azione, e consegna a me e Claudio il pin e la documentazione dell’Albero della poesia. A Donaudi l’onore di una poesia e siccome si parla di acqua entra nella fontana e da lì la declama. Ripartiamo alla volta della piazza del Municipio. Qui Mandrino legge la sua poesia “Onirikon” sui passi di danza di Irene e tutto come una magia si fonde in noi. Un breve flash poetico di Donaudi e Casella completa il gioco della poesia collettiva. Dopo aver ritagliato le 12 strisce ed averle arrotolate ci fa prendere uno ad uno i rotolini e ci invita a leggerle in circolo. Si riprova rimettendole in un altro ordine ed ogni volta è diversa. Riprendiamo la via del ritorno ed all’incrocio dico a Capatti che può ripetere la sua performance: Felicità, tra le auto e nubi di coriandoli. Ritorniamo in piazza davanti alla mostra per scattare qualche foto e salutare Da Lio e Baracchi che devono ripartire. Non è tardi ma ognuno di noi vuol andare, chi a riposare, chi a passeggiare in città.

 

Domenica 28 - ore 10,45

Sono in partenza per Creativa, quando Claudio mi chiama per dirmi che stanno per iniziare. Arrivo e incontro subito Claudia Bartolotti che è venuta con i genitori di Sandra Mazzini, deceduta da pochi mesi, per un abbraccio ideale con gli artisti che l’hanno conosciuta ed un luogo ancora carico della sua energia poetica. Nella sala stanno già parlando. C’è Vittore Baroni con suo figlio Giovanni. Viti, Broi, Davalli. Purtroppo anche quest’anno è accaduto un fatto spiacevole. Il grande pallone arancio di Ivan Cozzi è sparito e nonostante le ricerche approfondite di Claudio nei dintorni non siamo riusciti a ritrovarlo. Cozzi arrabbiato se n’è andato. Purtroppo noi non possiamo controllare tutto, ognuno è tacitamente responsabile del proprio materiale. Parliamo di Creativa e di quello che sta accadendo, degli sviluppi. Il diverbio nasce dalle proposte di Marchiani che vorrebbe cambiare formula per attirare pubblico. Io gli rispondo che non possiamo snaturare questo incontro a cui molti sono ormai affezionati, più per la formula che per la notorietà che si potrebbe ricevere. Per lui questo vuol dire non crescere  ma sia io, Claudio, Emilio ed altri siamo invece del parere opposto che forse è proprio questo il modo di crescere ed avere degli spazi nuovi, non solo fisici ma anche mentali. Sì, il pubblico, certo fa piacere, ma un pubblico disinteressato a che servirebbe? Mentre quei pochi che vengono sono davvero motivati. Ognuno cita la sua esperienza, Baroni quella di Casier del Sun of Fun con Piermario Ciani, Vitacchio quella di Torino con la Provincia, Morandi quella di Clusone e delle varie formule sperimentate. Ma ognuno ha una sua idea e questo incontro è bello per questo. Io e Claudio ricordiamo i vari passaggi compiuti durante l’anno con la scuola, con l’amministrazione, con altri comuni, con la Provincia e riconfermiamo l’impegno a portare avanti Creativa con queste caratteristiche: i piccoli passi per affermare un nuovo modo di fare, proporre, fruire l’arte. Baroni approfitta di un momento per avvicinarsi a me con un grande involucro celeste ed a nome degli artisti della rete mi offre un pannello con sottovetro una serie di francobolli realizzata da 12 mail artisti, il tema: la mia faccia. Sono visibilmente emozionato non mi aspettavo davvero un tale omaggio, la mia riconoscenza va a questi artisti ma anche a tutti coloro che fanno grande e vibrante questo circuito. Portiamo i saluti di chi non è potuto venire: Anna Boschi, Eugenia Serafini, Ettore Le Donne, il Gruppo Sinestetico.

Tiro fuori il cartoncino rosa per l’estremo saluto a Simon Baudhuin, chiedo a Silvi se può disegnare un maialino volante. Quando me lo riporta è pieno di rosei maialini, faccio intervenire, Baroni, Morandi, Bertola, Parentela. Il cartoncino si anima, vola... Prepariamo il proiettore è la volta di Rizzi col suo nuovo video. L’audio è bassissimo, ma nella sala non vola una mosca, seguiamo la vicenda col fiato sospeso. Poi inseriamo il video delle tre poesie sonore di Silvio De Gracia, mentre il video di Sinasi Gunes si blocca. I cuochi ci aspettano. Tutti insieme andiamo alla Tavolata Poetica. Si ripete un allegro rituale: la compagnia va a tavola. Ci hanno preparato un pranzo delizioso. Claudio da il via alle letture con una sua poesia impegnata, segue Mandrino con un elogio alle cuoche, Donaudi con una poesia, Casella improvvisa un racconto sul tema povertà e ricchezza lo stesso fa Gio con una favola zen, Titti invece declama l’etichetta del vino appena bevuto, Truglia due poesie in dialetto calabro, Pucci tenta una poesia in dialetto fanese che non ricorda come finisce e con l’improbabile aiuto di Mandrino come traduttore. Sarà Rossella a spiegarci la vicenda. Il pranzo è finito andate a performare! Ma prima un caffè!! Davanti alla sala sono tornati Claudia la nuova attrice degli Slan ed i genitori di Sandra. Con loro riparliamo di questa manifestazione, anche Claudia è d’accordo con questo tipo di impostazione, altrimenti sarebbe un inutile doppione. Lei insiste anche sui contenuti sull’importanza di confronto fra le varie forme d’arte. Sono arrivate Liliana, Giovanna Ugolini, Maria Pia Moschini e Mariella Bettarini vado a salutarle. Ma ancora manca il programma! Chiamo Claudio, dobbiamo trascriverlo io ho già la bozza sul computer! Sono le 15, in perfetto orario. Claudio e Vitacchio improvvisano un’azione sonora minimale sui bicchieri. Introduco Umiliacchi e il suo Archivio delle fanzine. Ci racconta un po’ la storia, gli sviluppi, le tecniche. Da vecchio fanzinaro lo stimolo sull’importanza di questi fogli liberi rispetto allo sviluppo dei linguaggi artistici. Broi chiede della videodocumentazione. Umiliacchi spiega che sono due cose completamente differenti. Interviene Baroni che conosce molto bene le due realtà. Il discorso sarebbe molto interessante e... Ma il tempo! Ah! il tempo. Parte Capatti, stende un telo nero sul pavimento, sistema due coppie di sedie agli angoli opposti. Chiede aiuto a Sileoni, Gagliano, Strada e Morandi. Sulle sedie ognuno ha un pacco di fogli che accartoccia e lancia sul tappeto nero, quando entra Capatti con un ombrello e sotto il lancio di palle di carta si mette a cercare, le apre una ad una, i proiettili sono sempre di più è un’impresa disperata chiede aiuto al pubblico, qualcuno mi aiuti a trovare La Pace. E tutti si mettono a cercare mentre i colpi non cessano. Finalmente una ragazza gioiosa grida: L’ho trovata! e mostra il foglio. Rabatti deve andare, ma prima di partire ci recita una poesia d’amore ed una piccola prosa. Fulgor Silvi entra col suo cappuccio nero, gonfia ed esplode palloncini, poi se ne va ed entra Pucci col suo abito di Arteseducente e Inseminalarte, infine rientra Silvi scoppia qualche altro palloncino, si sfila il cappuccio e annuncia: La guerra è finita! Rocchi imbraccia il suo basso e comincia a suonare, entra Sileoni per il suo“Concerto in bianco e nero per basso e spogliarellista” ferma due fogli bianchi sul pavimento si spoglia e in mutande traccia tanti suoi contorni col pennarello sul foglio. Dopo con furia scarabocchia l’altro foglio e se ne và. Tito Truglia legge 4 suoi componimenti classico/ironici. Due figure nere con maschere bianche, guanti, ventaglio e trombette entrano guidate dalla voce registrata che parla del sogno e... Sono Giovanna e Liliana Ugolini con “Le Bambole” danno a tutti una trombetta ed alla fine: Peeeeeeeee. Prosegue Liliana insieme a Moschini con “Eterea” è un ironico, divertente, paradossale dialogo siglato da cento sonerie del cellulare. Gianni Broi introduce l’azione di P. Viti. Che inizia con l’apertura di un rotolone a mo’ di quinta dove è dipinto un’immagine, svolge una croce, intorno spande mucchi di lettere ritagliate, compone “attraversamente”... si sdraia sopra, si rialza, rivolta la croce che da bianca diviene colorata e dice: forse nella povertà c’è anche la ricchezza. Bertola legge ed interpreta, prima, il suo brano sull’Euro/follia, poi un ironico brano su “Bella! Io sono bella!”. Vitacchio esegue un brano sonoro e concludono insieme recitando una poesia futurista. Broi si guarda intorno, si incappuccia, si siede parte un suono, quasi un battito cardiaco, voci indistinte, pianto di un bimbo... infine la sua voce ci ricorda quanti bambini muoiono nel mondo e quanti ne sono morti in quel lasso di tempo, la nostra impotenza ci annichilisce... ma poi Casella ci trasporta da una realtà ad un’altra con un racconto di Calvino e restiamo tutti presi dalla sua capacità di affabulatore. É la volta di E. Gagliano che entra vestito di nero, con valigetta e cellulare all’orecchio, parla di sporchi affari... ricorda giochi apparentemente innocui... poi legge una lunga invettiva e conclude: Voglio morire da signore! Si alza, si spoglia, e si riveste con abiti da contadino con stivali, esce dalla sala e si dirige in fondo al prato dove si mette a zappare. Con il sostegno di Parentela e Mandrino, Renata Strada tende il filo del bucato, Giovanni arriva come un naufrago con bastone ed una ciambella di salvataggio, chiede della festa e si siede mentre Renata stende il bucato, ogni capo riporta scritto il titolo di una canzone che Giovanni intona coadiuvato da Mandrino. Ana Milanovic pone ai due estremi Donaudi con il disegno dell’uomo cattivo e Sileoni con l’uomo buono e compone la sua azione con leggerezza subendo il fascino del cattivo ma scegliendo infine il bene. Donaudi ci legge la sua ormai nota poesia “Il carciofo”. Esce sul piazzale Mandrino per “Charitable business show” in gran montura e coperto da un ombrellino, benedicendo e spandendo semi, sterili, il pope di turno è accompagnato da due abili suggeritori, il militare e l’affarista. Sono quasi le 18, 30 ormai molti sono in partenza. Io e Claudio ci guardiamo “Creativa 2006 finisce qui”. Stanchi e felici di aver attraversato così tante emozioni diamo il via ai saluti, agli abbracci e alle promesse per l’anno venturo.

 

Franco Piri Focardi