39 – OMAGGIO A DINO MIGLIORINI. FEBBRAIO 1907-FEBBRAIO 2005
A cinque anni dalla scomparsa e nel “suo mese” rendiamo omaggio a questo semplice, ma talentuoso figlio di Rignano.
Dino Migliorini nacque in una umile famiglia di coloni nel podere "La Badiuzza" nei pressi di San Donato in Collina, il 17 febbraio 1907 e morì a Contea il 18 febbraio 2005. Migliorini riposa nel cimitero della Badiuzza a poca distanza da dove nacque.
Frequentò fino alla terza classe la scuola elementare di Troghi e, mostrando una precoce quanto inusuale abilità per il disegno, fu avviato giovanissimo agli studi artistici, grazie all'interessamento della contessa Giulia Corinaldi Padoa della "Villa Torre a Cona".
Dario Buschini, un pittore post-macchiaiolo reduce dalla Iª guerra mondiale, fu il suo primo maestro. In seguito fu allievo del professor Garibaldo Cepparelli e, per sette anni, studia disegno accademico. Dal 1926 è a Firenze e per finanziare i suoi studi trovò un lavoro come portiere di notte al "Nuovo Giornale" dove ebbe la possibilità di mostrare le sue doti di disegnatore, ritraendo le personalità che visitavano la redazione ed in seguito illustrando gli articoli di Guido Fanfani. Negli anni Trenta, Migliorini viveva già della sua pittura, o meglio, come lui stesso diceva "sopravviveva", dipingendo "per il vitto e l'alloggio". Nel 1931 alla Galleria Lyceum di Firenze espose per la prima volta. Baccio Maria Bacci divenne per lui un maestro di vita oltre che di pittura. Nel 1936, in una galleria di Via Cavour in Firenze, espose per la prima personale. Nel 1938 realizzò l'affresco "Il buon Samaritano" per la sagrestia della chiesa di Ricorboli in Firenze. A trent'anni conobbe Ardengo Soffici, suo compaesano, da sempre ammirato punto di riferimento artistico. In seguito frequentò Ottone Rosai, che lo ospitò per una convalescenza e con il quale, negli anni a venire, spesso s'intratterrà, la sera, alle Giubbe Rosse, abituale ritrovo di artisti ed intellettuali fiorentini.
Nel 1941 realizzò per la chiesa di San Donato in Collina un quadro con il Battesimo del Cristo che venne collocato presso il fonte battesiamle. Nel 1947 Ardengo Soffici, nel presentare la mostra di Migliorini e Warden alla "Galleria Firenze", colse e sottolineò "un 'energia di esecuzione e una fresca arditezza di colori senza dubbio notevole", definendolo "sincero cercatore di verità pittorica". Negli anni Cinquanta eseguì il ritratto di Einstein (quadro commissionato a Migliorini per essere omaggiato allo scienziato che doveva recarsi al cimitero della "Badiuzza" nel comune di Rignano per visitare la tomba del cugino).
Nel 1954 Migliorini partecipò all'esposizione d'arte internazionale "La pittura di piccolo formato" a Bergamo e si propose a Milano con una mostra personale presentata da Michele Campana, che rilevò "la solidità della costruzione" e la "coloritura violenta".
Sul finire degli anni Cinquanta realizzò due opere: la fine della guerra e Spazio cosmico (mosaico), per "la casa del popolo" dell’Antella. Per il comune di Cinigiano (GR) eseguì un’opera di grandi dimensioni per la sala consiliare e chiamata: Maremma.
Nel 1960 fa il ritratto della principessa Maria Pia di Savoia e nel 1961 ebbe l'opportunità di ritrarre Papa Giovanni XXIII.
L'attività espositiva dell'artista, fin qui limitata, soprattutto all'ambito fiorentino, s'intensificò ed uscì dai confini regionali. A Roma nel 1962, alla galleria "Il Camino", fu presentato come un "sensibile interprete dell' epoca in cui vive", che "trasmette nei suoi dipinti il tormento e la scontentezza della sua generazione, caratterizzata da travaglio di ricerche per nuove espressioni". Ancora a Roma nel 1966, alla galleria "Il Babuino", mostra recensita dalla RAI, nel programma "La ronda delle arti", si segnala per un "gusto per la rudezza, apprezzato soprattutto nelle nature morte e nelle composizioni di stampo cubista". A Bologna nel 1967, "Il Resto del Carlino" evidenziò "un caldo e acceso pittoricismo". Nel 1968 espose a Cortina d'Ampezzo, al circolo artistico dell'Ente Cortinese di Cultura e ad Ancona, mostra recensita da "L’Unità" che rilevò "un mondo geometrizzante dove tutto esprime la malinconia di un artista singolare".
Nel 1974 partecipò alla "The Italian Season", allestita alla "Galerie Aziza" di Londra e, nel 1975, espose a Lugano alla galleria "la Madonnetta". Gli anni che seguono furono caratterizzati da un'intensa attività espositiva, fra le numerose mostre organizzate in Italia va segnalata quella allestita a Roma, in Piazza Montecitorio e alla "Galleria Paesi Nuovi" nel 1985. Nel 1990 un suo dipinto "Il ciclista e la fabbrica" divenne l’immagine della locandina del 45° Gran Premio di Ciclismo - Industria e Commercio di Prato.
Nel 2001 la Basilica Santuario della SS. Annunziata in Firenze, accolse le composizioni sacre in: "una mostra di pittura del nostro tempo che esprime, con forte carica emotiva, contenuti di fede cristiana".
Nel 2004, ricevette la medaglia d’argento della Regione Toscana “in riconoscimento della sua opera secolare per Firenze e la Toscana” in occasione dell’inaugurazione della mostra antologica: “Dallo studio del vero alla realtà sognata” promossa dal Consiglio Regionale della Toscana. Sue opere sono in permanenza presso il CentroArteModerna di Pisa.
Il Comune di Rignano gli dedicò una prima mostra antologica nel 1970 che replicò nel 1998 chiamandola "La copia, il dettato e la composizione" e che, l’anno seguente, fu ripresentata a Firenze nella "Galleria via Larga" della Provincia di Firenze.
Terminiamo il ricordo con una sua frase semplice, saggia, di grande effetto e, soprattutto, molto vera.
A giudicare gli altri si sbaglia sempre, perché non siamo neanche sempre convinti
e capaci di giudicare noi stessi nella maniera più giusta, cioè più cosciente.
Migliorini.