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MARZO 1895: UNA PROPOSTA CORAGGIOSA, ILLUMINATA E ….. INASCOLTATA

Già alla fine del 1894 il consiglio comunale rignanese istituì una commissione formata dall’assessore Ing. Schneiderff, dai consiglieri comunali Conte Alessio Pandolfini, Cav. Ricasoli e l’ingegnere comunale Adolfo Cecchi, per riferire sulla convenienza di accettare i locali del Monastero di Rosano, come da offerta fatta dalla Regia Intendenza di Finanza con Ufficiale del 2 giugno 1893, sulla scorta di quanto prevedeva il R.D. 7 luglio 1866 n. 3036 sulla soppressione degli enti religiosi.La relazione presentata e letta nel consiglio del 21 marzo 1895 dal sindaco Vittorio Odett Santini, suggeriva che quel vasto fabbricato potrebbe essere utilizzato come ospedale a consorzio con i comuni di Pontassieve, Pelago e Bagno a Ripoli. Aggiungeva che siffatta idea potrebbe trovare favorevole accoglienza da parte degli altri rappresentanti e che il comune di Rignano, col dare il locale, quasi sortir libero dalla retta per i propri malati. All’intervento del sindaco, seguì un lungo dibattito che iniziò con il Barone Levi che, come già in passato e con l’evidente intento di farla bocciare, chiese il pronunciamento della Commissione, mentre il sindaco ricordò che la stessa aveva già fatto il proprio e che ora spettava discutere e decidere al consiglio. La proposta non incontrava e anche il Commendator Padoa, parlando di oneri certi e non indifferenti per il comune, a fronte a vantaggi molto problematici invitò a rinunziarvi definitivamente, così come fece il consigliere Cattaneo. Nonostante che fossero avvenuti solo dei contatti verbali, i consiglieri professor Gattai e Ciarpaglini si dichiararono dubbiosi di ridurlo a Spedale portando come giustificazioni le difficoltà di Pontassieve e Pelago che restano di là d’Arno e Bagno a Ripoli prossimo a Firenze. A nulla valsero gli stimoli del sindaco Odett Santini sulla portata di questa idea che intimoriva quasi tutti e, alla fine, il comm. Padoa  propose di archiviare questo progetto votando una risoluzione che interpretando il risultato degli studi della Commissione che prevedevano la riduzione dei locali del Monastero a Spedale, ritenuta la poca convenienza (!) del medesimo di fronte agli obblighi che verrebbero imposti al comune, rifiutava l’offerta di cessione.Votazione che vide restare della sua idea solo il sindaco Odett Santini, affiancato dal solo e consigliere Antonio Schneiderff, contro i 9 che, votando a favore, respinsero la proposta del sindaco e rifiutarono definitivamente l’offerta dei locali dell’ex monastero. (per la cronaca furono l’Avv. Cesare Daddi, Alfredo Ciarpaglini, il Barone Giorgio Enrico Levi, il Conte Alessio Pandolfini, Giuseppe Polverini, Filippo Cattaneo, il Commendator Emilio Padoa, Anania Becci e il professor Eugenio Gattai)Da questa scelta che avrebbe potuto disegnare uno scenario zonale molto diverso, presa da un pugno di ricchi possidenti e professionisti (chissà se c’era relazione!), si può trarre un insegnamento, ma anche una massima: un paese può esser piccolo per diverse ragioni, anche se grande non lo diventa mai per caso.Le 5 foto mostrano l’attuale complesso religioso, in diverse epoche del 1900;


Monastero
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