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15 febbraio 1872 … CURIOSITÀ SUI NUMERI CIVICI E I PRIMI NOMI DI VIE
E PIAZZE
Fino ad oltre la metà
dell’Ottocento, a Rignano la maggior parte dei luoghi erano identificati con i
toponimi e con i nomi delle strade (quelle definite obbligatorie dalla comunità per l’impegno di costruzione e
sistemazione erano 9). Quelle del Pian dell’Isola, di Poggiofrancoli, del
Bombone, del Frassine, di Panzalla, di Moriano e Castellonchio, di Miransù, di
Rosano, di Torri e Volognano oltre alla Regia Aretina ad altre minori che
avevano altre regole di manutenzione. Le prime vie del capoluogo avevano
appellativi legati a ciò che le caratterizzava o alla destinazione e, nel
nostro piccolo centro, erano il borgo, lo sdrucciolo, via del mulino, via della Stazione, via di
Pescavecchia, via della Pieve e, appunto, via
del Bombone.
Un Regio Decreto dell’8
settembre 1861 stabilì il primo Censimento generale della popolazione e il
nostro comune approntò tutto quanto occorreva con una delibera consiliare del
29 novembre. Fra le esigenze conseguenti a questa prima organizzazione ci fu
quella di numerare tutte le abitazioni e dare un nome a vie e piazze. Per la
fase operativa e per quanto ci riguarda, però, bisogna arrivare al 15
febbraio 1872 quando una delibera comunale stabilisce che in
conseguenza delle istruzioni pervenute in occasione del Censimento Generale,
viene stabilito di applicare i numeri sulle rispettive case numerate e
l’iscrizione dei cartelli sull’estremità di ciascuna via. Nella
stessa delibera si legge anche che
la numerazione fa obbligo ai rispettivi proprietari, mentre la nominazione delle
vie spetta all’Amministrazione comunale, che i numeri (964 tavolette in
maiolica) verranno acquistati dalla fabbrica del Ginori-Lisci di Doccia e che la sua mettitura sarà fatta a
conto dei proprietari, mentre la nominazione è sospesa fino alla conclusione di
detta operazione. I nomi delle vie, comunque, non furono assegnati
presto perché la crescita fu lenta, tanto che solo nel 1882 ci fu un riordinamento della piazza davanti il palazzo comunale, a cui fu dato il nome di Municipale e
del Soccorso alla piazzetta sul retro. Solo all’inizio del ‘900, con le
prime operazioni urbanistiche, ci furono alcuni cambiamenti e acquisizione di
nomi, con la via del Ponte, o intitolate all’Unità Italiana, a Garibaldi, a
Taddeo Alderotti o al XX Settembre. Con la crescita del paese ci furono altre
dediche, fra cui quella del 20 settembre 1922, quando fu inaugurato il
cosiddetto lungarno con il nome di IV Novembre, quella di poco seguente a
Vittorio Veneto, quando con il viale fu aperta la prima circonvallazione,
così come nel 1926, quando la piazza ricavata da poco per addolcire la parte
iniziale di via del Bombone, fu intitolata al Principe di Piemonte.
Pochi sono i ricordi fotografici
in grado di documentare questi segni. Una è la cartolina edita in occasione
dell’inaugurazione della piazza Principe di Piemonte, dove si nota la targa
con il nome ed un numero civico
Particolare della foto della piazza dove con un po' di attenzione si vede la targa.
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