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20 DICEMBRE 1954: VA IN PENSIONE LA NAVE E ROSANO HA IL SUO PONTE

«Per la vecchia barca che da anni compie il traghetto dell’Arno sotto il superbo nome di “nave di Rosano”, è giunto il triste momento di andare a riposo. Dopo più di mezzo secolo d'attesa, le ampie zone di Rignano e del Chianti da una parte, di Pontassieve e del Mugello dall’altra, hanno trovato un adeguato legame: un ponte magnifico, uno dei più belli che, attraversando l’Arno, unisce oggi le due rive …».

Così il cronista del Giornale del Mattino annunciava, il 26 novembre 1954, la prossima inaugurazione del ponte di Rosano; poi avvenuta il 20 dicembre seguente in un clima di grande festa popolare.
Il luogo è conosciuto come attraversamento strategico che unisce importanti zone vicine e lontane fin dai tempi più remoti, tanto che antiche carte che si rifanno anche al passato, indicano nei pressi dell’attuale passaggio un percorso viario dei più importanti del territorio fiorentino. Le note d’archivio dopo il mille, comunque, parlano sempre di guado e di nave e bisogna arrivare al 1911 per sentir parlare di ponte, per merito della contessa Pandolfini pur senza successo, così come nel 1935, quando il progetto fu rispolverato di nuovo. Dopo la guerra, essendo stati distrutti gli approdi della nave, l’avvocato Casoni pensò di costruire un ponte di ferro in quel punto, ma siccome la spesa era notevole, fu deciso che, dovendo spendere, fosse meglio tornare al progetto in muratura. Nel 1946, quindi, fu costituito un consorzio che riunì i proprietari della zona: il conte Pandolfini, il dottor Fonseca e il signor Belli a cui si unirono i comuni di Rignano e poi Pontassieve e Bagno a Ripoli, che decisero di chiedere anche una sovvenzione governativa. Il progetto fu opera dell’architetto Albert e prevedeva una spesa di 27 milioni con la costruzione affidata alla ditta Bertelè, che iniziò i lavori nel 1952, ma quando questi erano a buon punto, avvenne un disastro a cui qualcuno volle dare il significato di “castigo di Dio” considerando l’opera, con un'evidente forzatura, “un elemento di corruzione”! Avvenne che il 19 settembre 1953 una piena dell’Arno, complice anche una troppo fitta armatura, travolse il cantiere distruggendo buona parte dei lavori che, comunque, ripresero subito e furono terminati alla fine dell’anno successivo. Il 20 dicembre 1954, quindi, avvenne l’inaugurazione a cui presenziò l’onorevole Pierluigi Romita, presenti il sindaco di Rignano Ferdinando Castiglioni, quello di Pontassieve Boscherini, quello di Bagno a Ripoli Serafino Franchi, il Vescovo di Fiesole Antonio Bagnoli tante autorità locali, civili e militari, con un vasto concorso di cittadini i quali, avendo raccolto offerte per l’occasione, avevano organizzato una grande festa che, grazie alle luminarie che avevano montato, durò fino a sera.
Il ponte sognato da tempo era finalmente una realtà e la sua novità fece da traino al rinnovamento viario della zona al quale i tre comuni, ognuno per la loro parte, fecero seguire i miglioramenti delle strade che convergevano sul nuovo viadotto. Lo stesso cronista concludeva l’articolo con un elogio all’opera e con un pensiero che, oggi, fa riflettere sulla straordinaria evoluzione in atto in quel periodo, quando dice:

 «… architettonicamente, il progetto dell’ingegner Albert è arditissimo: una grande arcata centrale di sessantacinque metri, larga sette, senza l’incurvatura centrale e due piccoli archi di scarico, sulle rive, per i periodi di piena. Il ponte attua così l’allacciamento della frazione di Rosano ed il Chianti con il centro di Pontassieve, evitando che i primi restino isolati durante le piene, quando la vecchia “nave” è costretta all’àncora …».

FOTO (della collezione Carlo Benvenuti)

:Rosano
1    Il ponte in costruzione all’inizio del 1953
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2    I lavori proseguono. Sullo sfondo il campanile del monastero
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3    Il gruppo delle maestranze con qualche “imbucato”
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4    La piena di settembre ha distrutto il lavoro fatto
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5    Si costruisce una passerella e si studia come ricominciare
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6    Il tanto atteso taglio del nastro da parte dell’onorevole Romita. Alla sua destra la famosa maestra Tecla, dietro l’onorevole il sindaco Boscherini e il professor Dario Stoppioni. Il secondo da destra è il sindaco di Rignano Ferdinando Castiglioni e alla sua destra il Vescovo Bagnoli.  La bambina con il piattino è Carla Benvenuti,
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7   Le autorità attraversano il ponte. Al centro l’onorevole e, accanto a destra, Dario Stoppini e il sindaco di Rignano Castiglioni
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8    Il pranzo nei locali sopra la (vecchia) bottega
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9    L’opera (quasi) compiuta

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10  Le rive sono collegate in modo moderno e un “vivace” traffico apre una nuova epoca