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LA NOSTRA MEMORIA

 

38 – 1900: SI VIVACIZZA IL TRAFFICO … CON LA PRIMA BICICLETTA!


Con la fine dell’Ottocento e la crescita di intensità dei trasporti e della circolazione, inizia l’esigenza di regole stradali e la necessità di disciplinarla compiutamente.
In Italia, la prima disciplina della materia è stata una legge del 1865, che disciplinava le opere pubbliche e che, all’articolo 77, prevedeva anche un regolamento per garantire la libertà di circolazione e la sicurezza del traffico. Un successivo decreto del 1868 in attuazione del citato articolo 77, costituì il primo regolamento di polizia stradale, dettando norme in materia di circolazione di veicoli a trazione animale (norme limitative della velocità) e comportamenti da tenere nel caso di attraversamento di pedoni.
In quegli anni, come evoluzione moderna della ormai conosciuta bicicletta, c’era un nuovo tipo di veicolo, il velocipede e portava nuovi problemi. Per disciplinare la circolazione il 22 luglio 1897 venne emanata un’apposita legge, appunto la numero 318 sui velocipedi. Ma cosa erano i velocipedi? Perché erano chiamati così? Una domanda apparentemente semplice, ma avendo richiesto una legge, per la risposta è bene vedere come questa li considerava: «.. I velocipedi sono i veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza ..»..! Viste le misure, ovvio aggiungere che potevano essere anche equestri, cioè a cavallo.
Da gennaio 1900, questa legge istituiva anche una tassa (prima o poi tutto finisce lì ..!) proprio sui velocipedi e prevedeva che i mezzi dovessero essere censiti e dotati di una taghetta.
A Rignano l’unico mezzo censito risultò una bicicletta del dottor Ruggero Montelucci , che era stato nominato medico condotto per Rignano e Troghi il 23 settembre 1899, ma che abitava a … Leccio.
Si passava dai dottori con calesse a quelli in bicicletta e, visto il territorio, viene da dire: povero dottore!

L’immagine ritrae il dottor Montelucci in vacanza, mentre si riposa ... meritatamente.