34 – 1878. IL RE UMBERTO I A RIGNANO
Nel settembre del 1878 si tenne a Firenze il IV° Congresso degli Orientalisti al quale volle partecipare anche il Re, da poco insediatosi.
Il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes, proprietario della villa di Sammezzano e grande cultore dell’arte orientale, colse l’occasione per invitare il Re a visitare la sua moresca dimora.
Questi accettò e martedì 17 Sua Altezza Umberto I, a Firenze per il congresso, partì per la visita.
Il treno reale partì in una mattina non troppo calda alla volta di Rignano ed effettuò due “rallentamenti” alle stazioni di Compiobbi e Sieci per salutare la folla che era ad attenderlo con, nella prima, la locale Filarmonica che suonò la marcia reale.
A Pontassieve il treno fermò di fronte alla stazione imbandierata e centinaia di persone, mentre il sindaco cavalier Caldini con la Giunta salgono nel vagone per offrire al Re un mazzo di fiori.
A Rignano, per l’assenza del sindaco cavalier Toscanelli, c’era ad attenderlo il primo assessore avvocato Cesare Daddi e i rappresentanti della giunta, Giuseppe Polverini, Anania Becci e Pietro Battaglini, i sindaci di Reggello e Incisa con vari assessori. Alla stazione c’erano anche il commendatore Ubaldino Peruzzi, il marchese Vincenzo Antinori e il nobile Luigi Bombicci, che presentarono le varie delegazioni al Re. «Quando scese dal vagone la folla applaudì e gridò, mentre la Banda di Rignano suonò la marcia reale». Nella sala d’aspetto gli alunni delle scuole acclamarono il Principe «facendo il saluto militare con la mano».
Poi il Re salì su «una victoria (carrozza di rappresentanza scoperta, a 4 ruote e 2 posti, con sedile a due posti per il cocchiere) di corte a quattro cavalli guidatai da due cocchieri vestiti alla postigliona e con due lacchè, con il marchese Dragonetti e il conte Paniscere di Veglio».
Sul piazzale esterno alla stazione la Banda d’Incisa intonò l’inno reale, mentre la popolazione era accalcata ai lati e sul muro che separa la piazza dalla strada, continuava ad acclamare.
Presa la via del ponte, a San Clemente davanti la chiesa la comitiva reale trovò la Banda di Reggello come ‘picchetto’ per il comune. Ai lati di ogni strada «c’erano contadini, fattori, guardiacaccia con fucile che salutarono Sua Altezza con entusiasmo». Dopo un’accurata visita del castello, accompagnato dal marchese Ferdinando Ximenes e dalla moglie Beatrice, il Re rientrò a Rignano fra le stesse ali di folla che, evidentemente, era rimasta ad attenderlo.
Allora, arrivato in paese, scese dalla carrozza ed entrò nella casa comunale per circa quindici minuti, affacciandosi più volte alla finestra per salutare la piazza stipata di folla, dopodichè raggiunse a piedi la stazione per ripartire per Firenze. (estratto dalla cronaca fatta dal giornalista Giulio Piccini- Jarro)
Nelle immagini il Re Umberto, la strada dalla stazione al ponte e alcuni interni d’epoca di Sammezzano.