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LA NOSTRA MEMORIA


28 – 19 MARZO 1932, SI INAUGURA IL CINEMA TEATRO NUOVO
UN VANTO PERDUTO DI RIGNANO


Dopo la prima guerra mondiale anche a Rignano, come del resto un po’ ovunque, montò una frenesia del divertimento tipica di quei momenti. Si esternava con l’esigenza di ballare non più in feste occasionali “sull’aia” e di svagarsi anche con la musica, con il cinema e il teatro. Prima si cominciò con esperienze stagionali all’aperto e in luoghi occasionali come la piazza dietro il comune, poi fiorirono locali, generalmente nei circoli, dove si ballava: dal 1920 a Rignano e a Cellai, dal 1922 a San Donato nella prima sede della Società Mutuo Soccorso e a Le Valli presso locali privati, ma un po’ dappertutto. A Rignano sorse un circolo cattolico all’inizio di via della Pieve dove, agli spettacoli cinematografici, si alternavano scherzi comici, azioni drammatiche, macchiette e, dal 1925, imitato dalla Casa del Popolo e poi del Fascio che, dal 1927 diede vita ad una compagnia Filodrammatica. Anche San Donato, oltre al ballo, si faceva cinema e risultano spettacoli di teatro brillante dal 1923.
Un fiorire di svaghi che, come detto, nascevano nelle società di parte ed avevano in comune spazi ristretti e il limite di non guardare molto oltre. A questo ci pensò il cavalier Rodolfo Bruschi che, da subito, accarezzò l’idea di un grande teatro che potesse essere un vanto per il paese e dargli una prospettiva più … ampia.
L’idea ebbe una lunga gestazione per problemi legati allo spazio che lui voleva maggiore, ma poi si “rassegnò” a quello che aveva ed iniziò i lavori su progetto dell’architetto Dante Fantappiè. A marzo 1932 tutto era finito e il 17 marzo la commissione di vigilanza sui teatri e cinematografi visitò i locali del cinema teatro per accertarne le necessarie condizioni di sicurezza. Il complesso del locale fu riconosciuto con sufficienti condizioni di stabilità, così come “l’installazione elettrica rispondeva alle vigenti norme di sicurezza ed era corredato di un razionale e sufficiente impianto di bocche d’incendio”. La verifica rilasciava parere favorevole per l’agibilità degli spettacoli teatrali, mentre per quelli cinematografici, sarebbe seguita una nuova vista per verificare la perfetta esecuzione del montaggio della cabina, non ancora ultimata. Il cavaliere aveva pensato ad una grande giornata, ma non si scompose, rivide il programma e confermò i moltissimi inviti per l’inaugurazione già programmata del sabato 19.
In un paese frenetico ed animatissimo, la festa iniziò nel pomeriggio con la cerimonia e i discorsi in piazza della Vittoria, per continuare la sera quando fu rappresentato Il Barbiere di Siviglia di Rossini con i cantanti Violetto Scamurri, Tina Ercoli e l’orchestra del maestro Manlio Mazza.
Il teatro, pieno in ordine di posti (300 in platea e 100 in galleria), con 300 rignanesi a fare da corona al Prefetto e il suo Vice, al segretario di Gabinetto, al Presidente e alle autorità della Provincia, dell’Intendenza di Finanza, Presidenti di Tribunale, autorità delle Poste e delle Ferrovie, il Questore e altre autorità della Questura, Ufficiali dei Carabinieri, alcuni possidenti della zona, trentotto sindaci oltre a un elevato numero di Ufficiali comandanti di entità militari dell’Esercito di Firenze, iniziava la sua attività che si protrasse per 46 anni.
Una bella pagina e una bella storia che, tuttavia, lascia il rammarico per non aver saputo attraversare un’epoca!

Le foto mostrano l’interno del locale e il biglietto d’invito della serata inaugurale