LA NOSTRA MEMORIA
23 – 5 ottobre 1876: 1° consiglio nel nuovo palazzo comunale
Abbiamo già avuto l’occasione per accennare al continuo peregrinare degli uffici comunali rignanesi in più fabbricati per la mancanza del “palazzo”. Già i francesi all’inizio dell’Ottocento fecero presente l’anomalia rignanese che aveva i vari uffici, le scuole e i servizi “militari” dispersi in vari edifici e che riuniva il consiglio a Pontassieve. Ci vollero un deciso cavalier Bernardo Pepi e, soprattutto, la seconda metà del 1800 per colmare questa lacuna. Lasciando ad altre occasioni il lungo iter della costruzione del palazzo, come fosse e cosa ospitasse, ricordiamo qui la sua inaugurazione avvenuta 132 anni fa.
Per farlo quale migliore occasione se non l’atto più rappresentativo di una comunità come il consiglio comunale? Questo anche perché le carte d’archivio non dicono altro di quella mattina di giovedì 5 ottobre 1876, quando il comune di Rignano, dopo aver avuto residenze in molte parti del territorio, ebbe finalmente la sua (imponente) sede nel cuore dell’allora piccolo capoluogo.
Mancando un resoconto diretto, è verosimile pensare che quella prima seduta, nonostante il giorno feriale, abbia visto una buona partecipazione all’assise; non fosse altro che per curiosare all’interno di quel palazzo che era stato un animato cantiere per anni!
La seduta si tenne “alle ore 9 nella sala del nuovo palazzo comunale” alla presenza del sindaco cavalier Giovanni Bartolini e gli assessori e consiglieri Antonio Schneiderf, il conte Alfredo Serristori, il professor Emilio Bechi, Pietro Battaglini, Giuseppe Polverini, Egidio Alessandri, Pietro Bartolini, Andrea Francini, Luigi Pandolfi e il segretario Ermete Pierozzi.
Fra i punti all’ordine del giorno ci fu l’approvazione del Bilancio Preventivo di £. 33.749,21 e in chiusura fu ratificato l’operato della Giunta con “lodevoli espressioni tributate a chi ha contribuito al compimento felice del Palazzo comunale con meritate testimonianze d’affetto per il Sindaco che con attività, zelo e intelligenza ha indirizzato e portato ad effetto tale affare.”
Due viste del palazzo ad inizio Novecento