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LA NOSTRA MEMORIA


21 –  TROGHI,  L’ANTICA FIERA E … LA PRIMA CORSA DI CAVALLI


Le “rivalità campanilistiche” fra gli abitanti del capoluogo e quelli di Troghi sono note. Più complicato capirne il perchè. Le ragioni vanno certamente individuate nel passato delle due comunità, nella posizione sul territorio, nel dinamismo delle loro attività e in una buona dose di orgoglio della seconda nel non voler restare indietro.
La prima, un piccolo borgo a capo del ponte (almeno fino all’arrivo della ferrovia), ma pur sempre sede di comunità e l’altra, sempre piccolo borgo, altrettanto ricco di attività per essere su una secolare strada di cui era “stazione di posta”, che portava novità e l’avvicinava a Firenze. Nel mezzo una collina che divideva più di quanto non facesse geograficamente!
La storia più recente mostra spesso gesti in cui Troghi ha sempre cercato di adeguarsi al capoluogo, chiedendo o istituendo servizi, strutture, istituzioni e associazioni di vario tipo. E in qualcosa riuscì anche a primeggiare in qualche modo nei confronti del capoluogo. Vediamo come.
A Rignano fiere e mercati affondano nel tempo, anche se si contano molte interruzioni e luoghi inadatti a tenerle per la mancanza e l’inadeguatezza degli spazi, ... come il greto dell’Arno per tanti anni!
Per Troghi si conosce una prima richiesta bocciata il 27 settembre 1837 per “.. tenere una fiera sulla vecchia strada per Firenze, dove c’è tutto il comodo per il bestiame ..”, ma riproposta e accolta l’anno dopo quando fu istituita il primo lunedì di agosto 1838.
Guardando avanti, il 4 marzo 1844 gli stessi abitanti chiedono un piazzale per la Fiera annuale da ricavare sul suolo di proprietà del Signor Roberto Gherardi. Dicono che il lavoro è di assoluta necessità per “.. il collocamento dei banchi da servire alla esposizione delle merci e per impedire l’ingombro della strada postale che attraversa il borgo ..”.
Nel 1857, sfruttando la sospensione del mercato rignanese per i lavori al ponte e alla ferrovia, Damiano Lorini agente della fattoria della Chiocciola, possidenti e parroci, rilanciano e chiedono “…l’istituzione del mercato settimanale a Troghi, dal 6 luglio ogni lunedì”.
Con l’attivazione della ferrovia, il 30 aprile 1864 Troghi chiede una fiera da farsi anche nel secondo lunedì di giugno, “.. per attenuare il danno portato dalla costruzione della Ferrovia e dal diminuito traffico sulla Via Nazionale Aretina e relativo commercio ..”.
La situazione in crescita richiedeva comunque idee nuove ed ecco che il 21 luglio 1872 Giulio Focardi chiede di fare una corsa di cavalli sciolti a Troghi per la fiera d’agosto, così come di “poter innalzare globi aereostatici”! La frazione supera, così, il capoluogo, che risponde pochi mesi dopo quando il farmacista-postino-consigliere Giuseppe Polverini organizza a Rignano una corsa di cavalli alla romana con fantino da tenersi domenica 20 ottobre. In quegli anni risulta unica perchè la tradizione riprese molto più tardi!
Gli appuntamenti fieristici si ampliarono in altri luoghi, ma quella di Troghi si consolidò, sia nell’aspetto commerciale che in quello ricreativo, fra cui spiccavano le corse di cavalli, divenute anch’esse con fantino e richiamo centrale della festa. Il comune gli riconosce ogni anno un contributo di lire 30, fa interventi su strade, mette a disposizione un terreno acquistato per la scuola e pianta alberi nella piazza del mercato.
Con l’inizio del 1900 la “corsa di cavalli a fantino” è il cuore della festa e gli organizzatori sono Guglielmo Boni e Paolo Focardi. Si teneva “sulla strada provinciale dalla fonte al ponte del Colombaio” e, a parte l’anno dell’assassinio del Re, trovò continuità e registrò grande successo popolare e partecipazione dei migliori cavalli e cavalieri del momento; allora molto popolari.
Non sappiamo se con qualche sospensione, ma la fiera d’agosto con le corse di cavalli, continuò fino al Ventennio quando tutta la festa si arricchì dell’enfasi tipica di quel periodo.
In quell’epoca la festa crebbe e, alle danze, tenute in posti diversi, come al piano terreno del Dopolavoro di Troghi, unisce spettacoli di Circo varietà e i primi impianti di giochi come “il cannoncino a spinta, il tiro a segno con carabine ad aria compressa e fuochi di vario genere …”.
Il resto è storia di oggi che può far sorridere di quel passato, ma anche ... riflettere !

Purtroppo questa volta, a parte questi  manifesti del 1923 1928 e 1935,che indicano la vivacità del tempo, l’Archivio ha potuto solo riferirne ...  a voce.