Era il 23 giugno 1913 quando Eugenio del fu Oreste Rossi, nato e domiciliato a Rignano, fa domanda al sindaco di Rignano, avvocato Cesare Daddi, di occupare del suolo pubblico “per erigere un chiosco in legno di circa tre metri quadri, per uso di rivendita giornali, carta, buste, cartoline et similia - ricordando che - si tratta di una nuova istituzione che renderà decoro ed utilità al paese”. Per capire meglio il pensare e l’agire dell’epoca, bisogna aggiungere che il Rossi premette a tutto il fatto di avere un figlio invalido a cui doveva trovare un’occupazione, pur precisando che l’accettazione della domanda “faciliterebbe il compimento di un’opera di beneficienza”! Nella domanda, il Rossi ha individuato anche il luogo e chiede che sia “in piazza del Municipio e precisamente in fondo alla piazza stessa, al principio del parapetto in prossimità della fonte”.
La risposta non elude il problema personale prospettato dal Rossi e parte dal sottolineare che offre “l’occasione di potersi guadagnare da vivere al di lui figlio, non essendo idoneo ad altro lavoro”, disponendo che “la concessione ha carattere annuale, che non deve prevedere muratura, che vi si venda soltanto giornali, carta, buste e simili, che sarà assoggettata al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico e che l’autorizzazione sarà revocabile a discrezione dell’amministrazione comunale”.
Proprio quest’ultima condizione sarà impugnata alcuni anni dopo, ma … questo è un altro (prossimo) discorso.
Le immagini mostrano il disegno del chiosco, allegato dal Rossi alla domanda, una pianta del luogo dove fu posizionato e due reperti fotografici dell’epoca che indicano l’edicola, anche se seminascosta.