A febbraio 1880, Silvano Cioni, già proprietario dell’ex mulino Vallombrosano, conosciuto come “mulinaccio”, impianta presso lo stesso un’attività parallela di cartiera. Pochi anni dopo la stessa risulta di tale Antonio Meoni e, per il tempo complessivo che restò attiva, circa nove anni, impiegò 4 operai per una media di 200 giorni all’anno, (2 uomini e 2 donne). Conobbe un potenziamento quando sappiamo che disponeva di “.. un motore idraulico della potenza di 2 cavalli vapore e si qualificava per un tino per la fabbricazione a mano di cartoni di sorte ..”.
Anni fa, intorno a ciò che restava del fabbricato del vecchio mulino e nonostante modifiche nel tempo furono, effettivamente, notate tracce che si rifacevano a questa iniziativa; poi distrutte dalle piene del fiume.
Va aggiunto che nel periodo di attività le note di archivio parlano in modo più frequente di richieste per lavori alla strada che porta in paese, troppe volte in cattivo stato e con tratti in forte pendenza che ne pregiudicavano le relazioni anche allo stesso mulino. La situazione non ottenne, però, interventi risolutivi e, chissà se anche a causa di questa difficoltà stradale, alla fine del 1889 si perdono le tracce di questa impresa fino all’inizio del 1893 quando troviamo scritto che “.. la cartiera è ormai inattiva da circa tre anni” … e non sarà più riaperta!
Le foto mostrano il Mulinaccio ancora in piedi con, a sinistra, la zona in questione e la stessa alcuni anni fa.