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DICEMBRE 1968, NASCE “LA CUEVA”

Per la serie che ogni epoca ha la sua storia, che ci sono avvenimenti degni di essere raccontati, senza particolare enfasi, ma solo perché … pur non essendo Storia, fanno ugualmente parte di quella di ogni comunità.

 

Era il 1968 quando quattro amici accarezzarono l’idea di creare a Rignano un “locale di tendenza”. Molto giocò un  vivace entusiasmo, il fascino che luoghi analoghi, frequentati all’estero, avevano lasciato in loro a cui si unì la volontà di dare una scossa al loro desiderio di svago e a quello di un paese sempre troppo assopito.

Dopo aver scartato alcuni luoghi, si presentò l’opportunità di poter usare il piano terreno di una casa colonica al margine del paese, che la famiglia di uno dei quattro aveva acquistato e si apprestava a restaurare. L’idea si mise in moto definitivamente quando si rese disponibile tutta la parte bassa della casa che, in un primo momento, sarebbe rimasta fuori dei lavori.

Seguirono mesi di frenetica attività fra progetti, lavori di ogni tipo, ricerca di arredi e oggetti in linea con l’ambiente che stava prendendo forma, insieme all’allestimento di una discoteca ben fornita e originale.

Tutto fu pronto verso la fine dell’anno e il gran giorno arrivò il pomeriggio di domenica 29 dicembre.

La parte bassa delle ex colonica chiamata “Casa nuova”, ma meglio conosciuta come “il Feroci” era divenuta la Cueva – boite club discoteque.

Un giorno che vide una gran festa, con tanti ragazzi e ragazze del paese e amici di fuori che riempirono il locale oltre ogni limite. La piacevole sorpresa lasciò ben presto spazio al divertimento e tutti si lasciarono coinvolgere dalla fresca e piacevole novità, al suono di una musica ricercata e trascinante. Nonostante la vicinanza, la replica avvenne in grande stile la successiva notte di San Silvestro che, in questo caso, fu preceduta dalla rituale cena di attesa. Vicino a mezzanotte, comunque, i tavoli e ciò che c’era sopra erano già sgomberati, lasciando spazio alla musica che accompagnò la festa di un privilegiato gruppo fino all’alba.

Lì si respirava un’atmosfera soffusa al suono di bella musica, chiacchiere, progetti, sogni, simpatie, …!

Seguirono anni di frenetica attività con serate fisse, speciali, veglioni in costume e iniziative di contorno che incontrarono anche qualche ostracismo, perché toglievano presenze ad altri luoghi; e anche perché sconvolsero la pace della zona. Breve panico, ma tutto fu rapidamente superato con la trasformazione in club privée.

Anni belli che resero più brioso il quadro giovanile locale, soprattutto perché trasformarono un paese con gioventù costretta a migrare per divertirsi (!?), in una meta dove si veniva per quel “localino particolare con atmosfere intriganti, bella gente e buona musica”; conosciuto grazie ad uno speciale tam-tam.

Un bel sogno realizzato e vissuto che, come tutti i bei sogni, finì anni più tardi quando alcune amicizie nate lì dentro si avviavano a diventare qualcosa di più e a cui seguì la fine quando il proprietario reclamò i locali per iniziare a recuperarli. Della Cueva rimase il ricordo di una bella vicenda, che però non fu l’unica, pur in un panorama spesso pigro e sonnolento …, ma questo è un altro discorso!              

W la Cueva, quello spirito e chi ne serba la memoria

 

Ecco una sequenza di immagini con l’ingresso, la zona bar, i vari locali fino alle zone dei separé e del ballo.

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