Return Indietro                                         Cronaca di Creativa 2005


Cronaca Personale 2005-05-27 venerdì

 Primo pomeriggio d’afa. Devo terminare mille piccole cose, le cartoline, i depliant, separare tutte le opere di mail art ricevute e catalogate. Sono solo. Di du... di du... telefono! Alberto Vitacchio con Carla sono i primi ad arrivare all’albergo. Drinn! Suonano alla porta ecco Gunther e Colette da Ginevra. Meno male che lei comprende l’italiano e con Gunther rispolvero il mio francese molto arrugginito. E’ uno scambio di messaggi, quello che faccio io e quello che fanno loro. Amici ed esperienze artistiche comuni, vicende di tanti anni di mail art, riviste, fanzine, il nostro paesaggio, la loro città. Colette mi spiega la performance che vogliono mostrare. Io avevo scritto informatico mentre il senso è informazione, una critica dall’interno che parte da un saggio su La teoria dell’informazione. Arriva la cara amica Grazia Perini a portarmi il suo lavoro per la mostra. E qui succede il mezzo guaio al mio elevatore col rischio di non muovermi di casa, per fortuna rientrato, ma sufficiente ad amareggiare gli animi. Così quando Claudio mi telefona per combinare l’uscita ed andare a montare la mostra, mi sente seriamente preoccupato. Ci vorrà un po’ di tempo, poi finalmente, quando arriva a prendere i materiali, escluso qualche sarcastica battuta di mio padre tutto si scioglie. Vado a piedi con Lorenzo mentre loro partono in auto. Sulla strada incontro Gunther e Colette, entriamo insieme nella sala ancora nel caos. Ci sono Alberto e Carla, non si conoscono gli presento. Si parlano in francese. Ma ecco Emanuele Gagliano. Dobbiamo montare la struttura. Arriva anche Luisa Marinelli col suo ragazzo. Una volta montato il telo e le reti, tutti ad attaccare i quasi 200 lavori sul tema Oltre i limiti, lanciato quest’anno, e provenienti da 20 nazioni. Ormai con molti è una specie di appuntamento, quando vedo arrivare la busta o la cartolina di chi partecipa da 4, 5 anni la riconosco e sono curioso di aprirla per rincontrare l’artista, ritrovo il modo di lavorare ed è come se lo incontrassi personalmente. A parte qualche problema, come la confusione per non averli smistati prima, con la collaborazione di 8, 10 persone terminiamo velocemente. Ed ecco Marchiani con la sua compagna, la pittrice francese Davitti. Nel frattempo Claudio ha preparato con una serie di pancali di legno la stanzetta d’ingresso: una bella installazione, dove campeggia la tela “aperta” per Creativa di Tonia Copertino, realizzata ad hoc per essere completata qui durante l’incontro, il libro fotografico di Rita Vitali Rosati, i pannelli realizzati da Irene e Camilla, l’art brut ed i nostri libri! Via tutti a letto.

 

Sabato 2005-05-28  

Il sole si alza alle 6,20, filtra dall’avvolgibile ed illumina la mia camera. Sono sveglio, mille pensieri mi girano in testa: ma cosa stiamo combinando, facciamo muovere decine e decine di artisti per venire qui in questo piccolo paese ad incontrarsi! Intorno gli uccelli lanciano i loro richiami, cantano i galli, Rignano è davvero ancora un paese immerso nella campagna! Dal primo mattino il telefono comincia a suonare: i manifesti, il faro, insomma i problemi col Comune, con chi doveva pensarci. Ed è grazie all’intervento dell’Assessore che alcuni si risolvono. Alessandro Merini mi telefona. Non trova il luogo, è lì ci sta girando intorno. Io vado all’appuntamento con gli alunni della prof. Mannucci. Ci sono i poeti Francesco Mandrino, Bertola e Vitacchio, inizia la lettura da parte di Mandrino delle poesie che ho scelto, con una rapida spiegazione ed una serie di domande da parte dei ragazzi. Un’alunna legge le poesie  scritte da una compagna, naturalmente dotata. Poi è la volta della poesia sonora, introdotta da Vitacchio con rapidi cenni sulla storia, gli suoi sviluppi e saggi dal vivo di entrambi, i ragazzi si divertono, ne rimangono contagiati ed è tutto un lavorar di voci! Scendo, e nel corridoio fra i lavori esposti incontro Franca Monzani e Renata Strada, Fulgor Silvi ed Merini che come me è emozionato per l’incontro. Poi Morandi e Strada, Umiliacchi e Giampaolo Salvadori che si occupa della parte audio. Un tocco alle opere e via a casa.

E’ l’ora, mi alzo, prendiamo le ultime cose e andiamo a Creativa. Sono poco più delle 15, Claudio come al solito è nei pazzi, chi vuole questo, chi quello, e dove mi metto, dovrei esibirmi più tardi, più presto... non è facile! E’ una festa di colori, Merini ha steso i suoi fogli con le poesie lungo la rete dell’ingresso. Seduta c’è Eliselle con due amici, Buccella non viene. Ecco Isabella Branella arrivata da sola in treno con un carrello zeppo di quadri. Lungo il piazzale sono già sistemati i tavoli con le autoproduzioni, libri, riviste, volantini, video. All’interno, Silvi si muove con una lunga tavola piena di soldatini di plastica incollati sopra. Maurizio Piccirillo si presenta, è il poeta che da tempo voleva partecipare e per un problema o altro non gli era ancora riuscito, è insieme a Raimondo, la metà dei ISDP, con lui Paolo Bottari e Mauro Andreani tutto intento a sistemare la postazione video. Gli altri parlano si scambiano ricordi, fanno conoscenza, aspettano di vedersi all’opera: è questo lo scopo dell’incontro. Laura Cristin da Udine sta preparando la sua scenografia, parliamo della sua DaSHEren, del suo fare arte... Con Branella troviamo una posizione ai suoi quadri in fondo al corridoio delle mostre, vicino alla serie delle 50 buste che riportano sopra le 100 trasformazioni fatte insieme. C’è Massimiliano De Luca, finalmente potrà avere i nostri libri, ed un’altro De Luca, Massimo insegnante di grafica a Pistoia, amico dei De Cesario dei quali ci porta i saluti. Arrivano i componenti del gruppo SLAN, Claudia Bortolotti mi da subito il nuovo numero de L’ortica ed un libretto di poesie e pitture di Sandra Mazzini. Come al solito l’apertura slittaaa... Sono quasi le quattro. Tutti nella sala. Claudio introduce questa 6° edizione, i nostri desideri, il nostro impegno e quello dell’Assessore alla Cultura Lucia Bencistà oggi con noi per l’inaugurazione. A me il compito di presentare e far conoscere fra di loro gli artisti. Apre la serata Maurizio Vitiello, che prima fa un vero spot per un giornale col quale collabora, "il Brigante", e dopo ci illustra i suoi paradigmi visivi fra Caravaggio, Burri, Fontana. E’ un bell’intervento fra luci ed ombre, materia e azione dal passato al presente in un unico circolo.Eliselle ci legge un racconto tra pulp ed eros. Anche se ben congegnato ormai si è già visto un racconto letto non dà molto a questo pubblico fremente di vita, di esperienze nate e consumate durante l’incontro. Andiamo fuori, Fulgor Silvi si è seduto al centro del piazzale con due sedie ed i suoi soldatini. Ha occhiali da saldatore, osserva... su, giù, di là... si sposta lentamente. Poi cerca due persone Claudio e Marchiani li fa sedere, gli mette gli occhiali, gli fa tenere la stecca con i soldatini, termina l’azione appendendogli al collo un cartello con scritto Elogio dell’assenza. Dopo un piccolo comizio poetico di Merini, incontro Silvia C. la poetessa con cui sono in contatto da tre anni, è venuta finalmente, con la sua amica Valentina. Stefania Corrocher arriva con un cesto di dolci e vinsanto sembra cappucetto rosso e ci ridiamo su. Incontro il poeta Franco Santamaria, parliamo del suo libro, quando presentarlo,  ma dobbiamo attendere il suo amico. Emilio e Franca Morandi sono nel pieno della loro Cospirazione distribuendo le loro Bankonote. Gli Strada ci raccolgono un po’ tutti, poeti, pubblico, artisti, e ci mettono in fila per leggere una parola a testa, quello che ne vien fuori è proprio l’omaggio che volevan fare ai poeti sonori Bertola e Vitacchio, una paradossale cacofonia di parole medicocliniche. All’interno Gunther e Colette Ruch seduti nella penombra iniziano la loro musicalissima e metronomica performance sonora. Sono stacchi cadenzati di due parole a rotazione. Il tutto crea una sospensione. Poi di due parole in contrapposizione. Fuori! Gli SLAN hanno creato costumi e scenografie, è un momento ben particolare ed emotivo di questo gruppo che prova a mettere in piazza e recitare brani di poesia. A Merini la parola, che poi dovrò togliergli perché non riesce davvero a fermarsi, è un’onda di ricordi, poesie, emozioni, avventure. All’interno Andreani è pronto. Proietta. Si muove. Fotografa con la polaroid e getta le foto sul pavimento. Poi si inginocchia davanti alle foto, ne prende una e l’osserva, sulla parete si proiettano due occhi che osservano. Annulla la foto e gli occhi si raddoppiano. Così per tutte le foto. E sulla parete gli occhi diventano centinaia, migliaia. Fuori ci attendono Bertola e Vitacchio con la loro performance contro la guerra, che è colma di voci, gesti, fogli, corse, grida. Intensa, drammatica, teatrale e coinvolgente. Ma dopo una profonda lacerazione cosa possiamo fare? Corrocher ha i suoi dolci di silenzio poetico ed il vinsanto, lo distribuisce: è una pausa lieta, leggera, attesa! E’ arrivato il poeta Paolo Ragni, e sistemato il computer, possiamo presentare il libro di Santamaria “Echi ad incastro”. Introduco e leggo la lettera di commento che gli avevo scritto a suo tempo. Ragni legge due poesie, ed un suo saggio sul libro. In questo momento interviene Giancarlo Da Lio per omaggiarmi, per l’impegno con cui porto avanti Creativa, della medaglia della repubblica degli artisti. Lo ringrazio ma dico che va condivisa con Claudio.  Santamaria ringrazia Ragni per essere venuto leggendo due sue poesie. All’interno Paolo Conti è pronto sul palco con le sue tre ancelle vestite di bianco. Lo coprono con vari strati di tela bianca, e lo legano con delle corde arancio, alla fine assomiglia ad una statua imballata, allora si libera e ne esce fuori. Tutti nel piazzale, tocca a noi, io col generatore di suoni digitale, Claudio con la chitarra elettrica, i filtri e la voce. Il primo pezzo La fine che fila via e poi Il risveglio dell’istinto, con l’interpretazione danzata di Irene, dal bruco a farfalla, non vedo molto ma quando me la trovo ritta sulle punte che agita le ali è un’emozione. E’ la volta di Yzu, che, dal palco, recitando con maschera e bastone le sue rime aspre e taglienti, inizia un percorso attraverso il piazzale, la sala, ed il corridoio della mail art per giungere davanti alle 15 drammatiche tele, quasi monocrome, dipinte da Branella proprio per illustrarle, si sofferma le indica, e tramite il radiomicrofono, tutto si può seguire anche dal piazzale, poi riprende il cammino per concludere al palco.

Io ho esaurito il mio tempo. Torno subito a casa, dove ho l’amara sorpresa di essermi bagnato. Sono nervoso, arrabbiato, ho caldo, i miei fanno quello che possono per calmarmi. Poi con le attenzioni e l’aria fresca che giunge da fuori mi riprendo. Sono in ritardo, vabbé! Claudio mi telefona ed io gli dico di iniziare la Promenade. Gli raggiungo proprio mentre entrano nella prima piazza con “La poesia in corso”. Li  precede un vigile, dietro si apre il corteo multicolore con gli Strada che suonano vecchie pianoline ed in testa uno mascherato con l’alto vessillo al vento, cappelli di ogni foggia, due tipi in tuta bianca. Occupiamo la piazza con la vasca del Nettuno, ci sediamo. Dalla terrazza, dove si svolge una festa di ragazzi, da prima proviene tutto un’altro tipo di musica, poi la curiosità li vince. Sono tutti affacciati alla ringhiera, la musica abbassata. E’ Sheren, che fa la sua azione, lava i panni in Arno, o nella vasca del paese, tanto l’acqua è la stessa!!! Da prima titubante poi incitata da tutti noi si immerge nella vasca, compie un giro e con i suoi vestiti, i veli azzurrini, lo zampillo l’azione diventa suggestiva. Non possiamo fare qui le letture troppi rumori ci confondono. Ripresa la Promenade arriviamo nella piazza del Comune. Formiamo un semicerchio. Il faro è acceso e il nostro lanciere si mette a guardia del portone del Comune. Accanto i due portatori di soldatini in tuta bianca con maschera. Inizia Alberto Rizzi, leggendo alcune sue recenti poesie. Segue il Gruppo Slan con la seconda parte de La cerniera del tempo. Tra stacchi di canzoni registrate ed azioni di gruppo il filo poetico si svolge. Gianni Donaudi ormai mitico poeta di Creativa ci allieta con due poesie satirico/ironiche. Morandi con Franca, dopo aver acceso il registratore, da cui provengono suoni dissonanti, tracciano due cerchi col gesso, si distendono a turno all’interno tracciando la sagoma del corpo con braccia aperte e gambe divaricate, poi riempiono con farina ognuno i vuoti della forma dell’altro. Yzu con un ferro batte la ringhiera e recita l’accusa A piazza Fontana, ennesima beffa della giustizia in Italia. Poi si stende e con due parole ricorda Giuliani ucciso a Genova. Mandrino con il sostegno di Sandra Mazzini recita quattro poesie dal suo Boulevard. Gli Strada ci fanno cantare e loro ballano sulla nostra base. E’ un incedere progressivo, malgrado i motorini e le auto che continuano a transitare, per noi è un puro stare insieme accomunati dall’arte e per donare a chi ha occhi per guardare ed orecchi per ascoltare. C’è anche il Sindaco e l’Assessore alla Cultura chissà cosa penseranno dentro di sé di questa mancanza di rispetto verso questi artisti ospiti, venuti a Rignano da così lontano? Bertola e Vitacchio eseguono un rapido brano di poesia sonora e Leonello Rabatti recita una trilogia di versi gestualizzati con grande semplicità. Merini, ritto sulle sue stampelle, ci offre il suo grande amore per la poesia e le donne: recita a braccio con intermezzi di ricordi e spiegazioni. Flavio Casella chiude recitando una poesia sulla poesia. Non è tardi, ma il caldo del pomeriggio ha provato un po’ tutti. Alcuni colgono l’occasione per vedere Firenze di notte. Il Ponte vecchio illuminato. Ci salutiamo e vado di corsa a letto.

 Domenica 29-05-05

 Con Patrizia preparo tutto l’occorrente, le cartoline, i depliant, i libri, i CD, mentre scrivo la prima parte della cronaca. Alle 10,30 andiamo con Lorenzo ed il furgone. C’è pure la gara ciclistica dell’Avis (quando si dice La programmazione!) che impone un percorso alternativo e tortuoso, a quali prove sono messi i già bistrattati amanti dell’arte?! Quando arrivo Claudio mi dice che c’è stata Mariella Bettarini, la poetessa che animava nei ’70 la cultura fiorentina. Mi vengono incontro Piero Viti (felice di esserci e di fare la sua performance), Bruno Capatti (che mi sussurra: non stò più nella pelle!), Gianni Broi che mi presenta Liliana Ugolini, Merini, e tutti gli altri: un saluto, un abbraccio, due parole. E poi all’interno per far funzionare il videoproiettore ed iniziare la discussione. Intanto arrivano uno dietro l’altro i nuovi. Ce n’è uno moro riccioluto gli chiedo il nome, è  Ettore Le Donne è venuto da Montesilvano curioso di vedere cosa succede. Un giro nella mostra (non dovrei dirlo, bellissima!). Branella mi da i suoi doni, da aprire a casa, lei deve andarsene, peccato! Chiedo ad Umiliacchi se vuol parlare delle fanzine, ma ritiene (secondo me sbagliando) che le persone qui convenute non siano interessate. Allora chiamo Claudio e gli dico di lanciare il tema Creativa. Cerchiamo di spiegare ciò che abbiamo fatto e quello che vorremmo fare, ad esempio prolungare l’incontro e creare nella Biblioteca un Archivio. Ci sono vari interventi. Rizzi che vorrebbe essere più in strada tra la gente. Morandi che riconosce la particolarità di Creativa, e che va difesa. Casella che fa il contrasto dicendo che collasserà con l’aumentare dei partecipanti, cosa vera e alla quale dovremo pensare seriamente. Altri dicono che ci vorrebbe più partecipazione di pubblico, ma tutti riconoscono l’effettiva difficoltà di coinvolgere le persone. Capatti difende questo modo di incontrarsi così vicino allo spirito della mail art e al suo desiderio di comunicazione con gli altri. Viti che vorrebbe catturare il pubblico abbinando casomai qualcosa di tipico. E’ Tiziana Baracchi che si alza e difende a spada tratta Creativa così com’è, poiché lei ha viaggiato in lungo ed in largo per i festival del mondo e ritiene che esser nata a Rignano una manifestazione di tale portata sia quasi un miracolo. Replico ringraziando per la considerazione e che, sì, noi facciamo il possibile, ma il pensiero di chi partecipa ci aiuta a progettare e costruire i percorsi futuri. Chiudiamo le tende e proiettiamo i francobolli animati e sonori dell’artista russa Natalie Lamanova, tutti rimangono stupiti da tanta abilità. Proiettiamo il documento su Ecart il più importante gruppo artistico svizzero, ma Gunther, a causa dell’audio non buono, ci chiede di interrompere. Vorremmo mandare il video di Rizzi, ma ormai è impossibile si stanno alzando tutti eh... Conti mi si avvicina e mi dice che non c’è il suo lavoro, allora vado nel corridoio della mail art e lo trovo subito! Mi raggiunge Eugenia Serafini insieme al marito per una foto insieme, c’è E. Le Donne, Mandrino. Una foto di gruppo e si comincia a parlare. Ma già i cuochi ci reclamano. In fila, andiamo verso la mensa. Salgo con l’aiuto di Umiliacchi, ormai conosciamo la tecnica. All’interno Antonio Sassu mi blocca per il progetto sinestetico: maglietta nera con scritta e foto. Ai tavoli pasta al cinghiale e cibarie varie, crostata e vinsanto. Ma come d’accordo con Claudio rilanciamo pure la parte poetica che è il senso dello stare insieme. E tira fuori la cantata in ottava rima composta per tutti noi componenti di Creativa, ed è quasi un naturale successo, con scoppi di risa per le rime più sagaci. Donaudi segue con replica delle poesie anali. Mandrino parte con un racconto semimprovvisato ma quando ormai è perso in una trama senza fine viene interrotto per pubblico intervento. Casella ci racconta una barzelletta e Gianfranco Giudice termina, raccogliendo un’ovazione cantando due strofe di un vecchio stornello aretino.

La Tavolata Poetica termina, ritorniamo all’incontro. Fuori ci attardiamo con i sinestetici ricordando meravigliosi aneddoti degli anni passati e pensando a future performance sonore improvvisate. Pure Piccirillo vorrebbe partecipare visto che suona la batteria. Fuori il caldo è anche oggi infernale, proviamo il rifugio della palestra dove l’aria è più fresca. Giungono canti dal piazzale, Claudio, Giudice e Donaudi intonano vecchi canti popolari e anarchici. Intanto i Dada ensamble hanno iniziato la loro sfilataa di moda pseudododafuturustasurrealcreativasemmaiseria. Ogni tanto vediamo passare strani personaggi conciati per le feste, sfilano in silenzio raccolgiendo commenti di ogni genere! Ma per gli altri ci sono problemi, Conti, sporca, Capatti la vuol fare nel piazzale, altri vogliono l’impianto audio... ergo andiamo al CALDO!  Conti, per la sua performance “Oltre i limiti”  ha messo in fila le tre ragazze vestite con la tunica bianca ed inizia a dipingerle di bianco con una pennellessa. Fino il viso e i capelli. Poverette! Ma l’effetto è stupefacente! Sembrano tre statue di gesso. Quando Conti traccia davanti una riga col pennello, la prima ragazza si lascia cadere superando con la mano quella riga, le altre gli vanno dietro. Conti rimarca il contorno della mano, il tutto è una apparizione statuaria! E’ la volta di Capatti con “Meditazione”, ha posizionato un letto al centro del piazzale. Mandrino legge i brani dal Vangelo, Giovanni 19-20. Capatti si denuda e si distende sul lenzuolo bianco, si copre, si agita, si muove come tormentato, mentre suonano delle musiche registrate. Ad un drinnn! Si alza e fugge via completamente nudo. Il sepolcro vuoto! Tutti all’interno dove l’aria è più fresca e Ugolini e Broi stanno per recitare “Burattini”. Con maschere e burattini di carta recitano a scatti il brano della stessa Ugolini, appendono al collo degli spettatori un burattino e quello che segue è un vortice di maschere differenti indossate e gettate. Viti, distribuisce il testo della sua performance “Identità”, Ugolini lo legge. Lui inizia tracciando con una terra le linee di un rettangolo, lo divide, trova le diagonali e ripassa tutto con un nastro adesivo. Prende un mucchietto di cartoni legati. Gli scioglie e gli fa cadere nel rettangolo, prova a posizionare i vari pezzi. Si stende, raccoglie i pezzi, li rilega e tutti insieme diciamo: ---sboccino i fiori--- Fuori lo SLAN è pronto per la terza parte. Piove! Possibile?! Sì! Sono poche gocce e quindi recitano lo stesso. Intanto all’interno i sinestetici hanno disposto due file di sedie parallele, in fondo contro la parete ritti sulle sedie tre sinestetici, il quarto sceglie dal pubblico le persone da far stare in piedi sulle sedie. Poi prende una telecamera con un allungatore, si stende per terra fra le sedie, gli altri lo prendono per i piedi e lo trascinano tutto intorno mentre lui continua a riprendere. Broi con l’aiuto di Ugolini presenta il suo lavoro sull’identità partendo dalla storia di un condannato a morte, perché scambiato per l’assassino. Nella prima parte da una spiegazione dell’identità in modo clawnesco per i bambini, nella seconda parte col tragico “errore” giudiziario, nella terza con le proprie foto ingrandite fatte a pezzi e distribuite al pubblico. Bertola e Vitacchio recitano con grande lavoro di parodia, ricerca sonora e spettacolarità, un brevissimo brano dal Cuore di De Amicis. Fuori, è smesso di piovere (tre gocce roventi!!!) Sheren fa la sua performance, foto di gruppo, familiari, addobbati da sirene. Imperterriti i 5 Dada proseguono il loro fantastico defilèe, passando con veli, plastiche, carte, tubi. I Santini Del Prete sono già vestiti da ferrovieri installano Piccirillo su un podio col megafono a leggere, Claudio all’interno a generare suoni distorti con la chitarra e loro che prendono e portano sul palco le persone del pubblico, fra i quali anch’io. Riempito il palco ci legano con una striscia “do not cross art line” ci danno il loro manifesto della non-arte e tutti insieme lo leggiamo. Il fischio del controllore chiude la performance. All’interno Eugenia Serafini, recita con partecipazione nella penombra illuminata da noi che teniamo in mano tre lumini, Eva che mangia la lUna, suonando un carillion. Casella ci sorprende improvvisando tutto a memoria un racconto su un vecchio professore a Napoli. Yzu prepara i sui suoni, forti, delicati, ritmati. Indossata la maschera recita le altre poesie illustrate dai quadri di Branella. Gli Strada rialleggeriscono l’ambiente con una filastrocca cantata e suonata alla chitarra da Giovanni, mentre Renata appende le ochette della filastrocca che non finisce maiiii. C’è il pittore Luca Alinari, ci presentiamo, lo invito a vedere le mostre, vuol salutare anche Maurizio Vitiello ma non si trova! Ci diamo appuntamento per la prossima edizione Raimondo Del Prete mi presenta Patrizia Landi, critica d’arte, parliamo di questa magmatica avventura Creativa, che conosceva ma che non aveva mai vista, degli sviluppi che potrà avere, degli artisti che si vedono circolare felici!. Emanuele Gagliano entra con il casco, il volto coperto, un estintore rosso in mano, parte la musica e lui recita la poesia per Carlo Giuliani, termina interrogandoci, interrogandosi e disteso l’estintore lo copre con il telo ed il casco...  Intanto Leonello Rabatti chiude la serata con una parte della sua poesia del giorno prima. Siamo ai saluti, ormai già iniziati da metà pomeriggio! Per tutti è una gioia, certi di mantenere i contatti e di poter rinnovare l’incontro il prossimo anno!

 

Franco Piri Focardi