Return Indietro   Cronaca personale di CREATIVA 2003                       

Prima giornata - Sabato 28

 

Ore 7 squilla il telefono, “Ciao sono Susanna, sono insieme a Lucie siamo già a Rignano, siamo partite da Grenoble ed abbiamo viaggiato tutta la notte!” No, non mi sveglia la telefonata, sono già alcune ore che medito sulla mia istallazione per “Disarmare il mondo”. Però rimango un po’ sorpreso non le aspettavo così presto. Il meccanismo entra in moto, telefono a Claudio, ci pensa lui a farle andare a riposare in palestra. Quando ci risentiamo è già arrivato/a Lauranne, sorpresa (solo per noi), ci eravamo sempre riferiti ad un uomo ed invece è una donna! Sta già organizzando il suo spazio, fra il palco e gli amplificatori. Emanuele viene a prendere le frecce e i manifesti per preparare l’ambiente. Patrizia va alla Pieve a sistemare le camere. Al ritorno mi dice che sono già arrivati Giovanni e Renata Strada con l’amica Ana Milovanovic’ serbo montenegrina, e si sono sistemati in canonica. Lauranne voleva fargli subito l’impronta del viso.

Arrivo alle 17, il caldo è fortissimo. Tuona, sembra voglia piovere, si alza il vento, rovescia il telo per le proiezioni. Il calore rimane insopportabile. Ma l’arte annulla ogni fatica fisica, parlare e salutare gli amici, conoscere i nuovi arrivati, organizzare, saltare chi non è venuto, riprogrammare orari e presenze. Il tempo come al solito corre via, non ci da tregua. Lauranne finalmente la incontro, energica, vitale, è in continuo movimento, ha preparato, fili, pinze, teli, colori e catini. L’amico Gilberto Gavioli, Susanna e Lucie sono nella stanza, dovranno tornare via stasera, Paolo Conti insieme al suo collaboratore Alex Nasi, mi consegna due CDRom con mostre e cataloghi, Marchiani è in attesa di partire per Fucecchio dove c’è un incontro sulle fanzine, PIF seduto al telefono, Umiliacchi sta montando la sua mostra delle fanzine attualmente in circolazione, Giovanni e Renata proseguono gli allestimenti per le loro performance, una fila di facce colorate ci osserva, accanto riempiendo tutta la sala seguente ci sono ad affermare il loro messaggio “Disarmare il mondo”, con colori, forme e parole oltre cento opere di Mail Art ricevute da ogni parte del mondo. I ragazzi del Mostro hanno messo le riviste fuori nel piazzale, Gaetano Frasi, che incontro per la prima volta, è intento a riprendere ogni cosa. Mentre parliamo ecco Tania Lorandi e Marco Terroni, una velocissima presentazione, tanto per ricollegare alle parole i nostri corpi. Non faccio in tempo a girami per salutare De Cesario e sua moglie arrivati da Lecce, che mi devo presentare ad Eugenia Serafini col marito provenienti da Roma e a Nadia Cavalera sempre col marito arrivati da Modena; per lei ci sono problemi per dormire e lì su due piedi non so come sbrogliare. Un gruppo di personaggi si presenta, sono i Dada ensamble, un insieme di tedeschi ed italiani e… dobbiamo in ogni modo dare il via alla manifestazione, siamo già in ritardo di un’ora. Giustificati? Boh!

Tutti seduti davanti al palco e per cominciare a conoscerci facciamo fare delle autopresentazoni. A turno due parole, chi sono, cosa fanno.

Via! Giovanni e Renata StraDaDa chiamano a raccolta quindici persone da mettere dietro sagome di cartone dipinto, e nel loro poetico e musicale modo di guardare il mondo coinvolgono tutti in canto e ballo, è un gioco, una festa, un momento in cui ognuno di noi entra in un’altra dimensione. Eugenia Serafini per la gioia degli occhi ha dispiegato sui tavoli i suoi coloratissimi libri d’artista. Sul palco intanto sale Gaetano Frasi e legge alcune poesie comico amare da una raccolta di una “misteriosa” amica. De Cesario ha esposto sui tavolini, nella stanza, le sue tele e le sue litografie, insieme ad una struttura. Tutti seduti ci giriamo con le sedie perché Bruno Capatti è pronto con i suoi cuori d’artista, 5 file di piccoli cuori rossi in gesso con accanto i vasetti sotto vuoto ed  un martello per ogni fila. Inizia spaccandone uno e riponendolo nel barattolo, intanto i 5 artisti che gli daranno mano sono in fila, in attesa. Rompe i cuori, gli chiude, gli firma e gli dona al pubblico con una frenesia sempre più grande. Sul palco sale Nadia Cavalera, racconta della sua esperienza col Bollettario, la rivista fondata con E. Sanguineti, del sito internet sempre più vario e ricco, poi legge una lunga poesia, con tratti declamatori. È la volta di Gianni Donaudi con una sua poesia contro il sistema, contro il conformismo, contro tutto Intanto Paolo Conti e Alex Nasi hanno preparato sopra una cattedra, al centro del piazzale, teli e dentro vaschette colori alternati e contrapposti l’uno all’altro. Inizia la performance “Colori narcisi” sospesa al suono di un metronomo, fatta di colore spalmato sul viso, uno di fronte all’altro, come in uno specchio d’acqua e teli impressi come velari. Stefania Corrocher arriva con Flavio Casella scrittore e direttore del Circolo Pickwick, ci salutiamo e decidiamo di fargli fare un’autopresentazione. Sale Lido Latrato con una sua piccola sorpresa, una scatola colorata, con dentro una pistola ad acqua rossa per simulare il suicidio, ci legge il pezzo che lo accompagna, davvero incantevole. È il turno di Emanuele Gagliano che ci legge sue poesie dalla raccolta autoprodotti “Effetti collaterali”. E dopo Susanna Licheri e Lucie Pitiot con “Valzer marino” c’incantano con il suono e la voce, piano e poesia, antiche preghiere sarde e melodie che scendono come gocce su un lago. Tania Lorandi nella parte estrema del piazzale ha completato il suo cerchio, lo spazio rituale, al centro il bruciatore, intorno le opere da incenerire, le urne ed i morsetti per sigillare. Parte con la mia tela 50x70, la spezza battendola violentemente sul pavimento, l’accartoccia la infila nel bruciatore, rompe con i piedi il telaio ed è fuoco. Dopo solo cenere, raccolta e chiusa nell’urna. Vedo Lidia Pizzo arrivata con sua cugina e l’amica Edda docente all’Istituto d’Arte. Tania mi consegna il patafisico diploma di “Catafusione e fantasimesi”, firmo insieme a lei l’urna ancora calda. Marco Terroni ha completato, nello spazio verde tra i cipressi, la sua istallazione “Crocco”, una grande ruvida porta con un angelo, apparizione impressa dal fuoco, sorretta da tronchi rozzi bruciati dal tempo, uno spazio dimesso, casuale. Sul retro nasconde una lingua di lava, una striscia di tela dipinta.

Arrivano Mandrino, Ugolini, Rizzi e Nora Paglionico. Poco dopo, Gordiano Lupi, con la moglie Dargys, il figlioletto e Andrea Panerini. È l’ora di cena, ma Lucie e Susanna sono sfinite, e con l’angoscia di un viaggio di ritorno in Francia, non ce la fanno più. Con dispiacere, ma soddisfatti entrambi della conoscenza, ci congediamo. Patrizia prepara il proiettore ed il computer, non senza i consueti imprevisti, i cavi che mancano, l’audio che non è collegato….etc. M’intrattengo con Lidia Pizzo, Edda, Stefania ed altri mostrando sul computer i miei lavori digitali. Intanto consumo la cena che Patrizia mi serve tra una parola e l’altra. È l’ora di iniziare, il cielo si è fatto scuro, l’aria diventa finalmente respirabile, ed arrivano anche gli spettatori. Lucia Bencistà, l’assessore alla Cultura del Comune da il benvenuto. Patrizia fa partire un CD di Serafini, che mostra una sua performance, un gran rotolo di pittura che si distende sulla scalinata all’EUR, Eugenia dal vivo con un tamburello fa il sonoro. Subito dopo declama suonando ”DrUM! bUOn viaGgiOoo”. Ugolini ci racconta brevemente le dure esperienze nei paesi d’oriente dilaniati dai conflitti e recita una poesia. Il Dada Ensamble è pronto: brani di recitazione futurista, di teatro dada, nonsense e divertimento insieme a continui travestimenti completano la loro esibizione. Luca Tognacci, Fabio Orrico, Andrea Della Pasqua, Matteo Venturi di Scrittinediti recitano a turno due poesie. Dovremmo partire noi, Laboratorio Suonidanza, Irene è pronta ed anche le proiezioni. Ma partito il suono il computer si impunta e nonostante tutti i tentativi miei e di Patrizia, il primo brano corre via senza filmato: peccato! Per fortuna gli altri due vanno senza inciampi. Irene con le sue strisce elastiche, i colori della pace, il suono della chitarra elettrica di Claudio: è tutto molto bello. Sul suono distorto della chitarra un figuro col capo coperto entra fra il pubblico distribuendo pezzi di carta vetrata, è Mandrino nella sua performance “Poeta oggi”. Ana Milovanovic’ è pronta per la sua azione seduttiva "Dolce vita" con Giovanni e Renata Strada. Sono arrivati degli amici, gli seguo per mostrare e raccontare un po’ come funziona l’incontro. Sul palco Alberto Rizzi legge le sue poesie dall’ultima raccolta pubblicata “Esplorando”. PIF conclude la serata declamando. Tania ci chiede attenzione la sua operazione d’incenerimento è terminata e ci porta tutti intorno al cerchio per mostrarci le dieci urne sigillate.  Patrizia mi dice che c’è Leonello Rabatti, voglio salutarlo, lui mi conferma che farà di tutto per tornare domani. Via di corsa a letto salutando i Dada Ensamble, Nadia Cavalera, che ancora non sa se potrà rimanere, i ragazzi del Mostro, etc.

 

Domenica 29 - Seconda giornata

Alle 11 arrivo, sotto un sole che promette una meravigliosa giornata infernale, alla sala dove sono già in cerchio a leggere poesie, raccontare le proprie storie e parlare approfondendo conoscenze. Leggo un brano dell’amico Sileoni che non poteva venire. Mandrino declama con intensità le poesie di Boris Gamaleya e poi una di Roversi, Lupi legge una poesia da “Dis/amare il mondo”, lo stesso Dargys, Panerini e Daniela Monreale. Ci sono anche Hector Tierno e sua moglie. È arrivato Andrea Giannasi di Prospettiva Editrice ci aggiorniamo sui rispettivi progetti. Dobbiamo stilare il programma della giornata, Irene distesa in terra sul foglio scrive quello che io con gli appunti gli detto. Con Eugenia Serafini, ci scambiamo materiali, informazioni e stabiliamo contatti, ma anche con suo marito maestro di incisione. Leonello Rabatti è ritornato, parliamo delle poesie per dopopranzo. È ormai l’ora della nostra Tavolata poetica ed andiamo in fila verso la mensa della scuola dove i cuochi hanno già preparato il pranzo. Siamo un buon numero e allegramente ci sediamo, interrompendo quel clima di impegno, di letture, di azioni per ritrovarsi veramente come in un convivio a parlare a ruota libera del cibo, di noi, di quello che stiamo facendo. Davvero credevo che a quell’ora non sarebbe arrivato più nessuno, invece, e con maggior piacere abbiamo visto arrivare due signori, lei con cappello di paglia “tre spighe” ed un vassoio di fichi fioroni. Erano Anna Boschi e Gianni, suo marito, arrivati dopo aver allungato di tanti chilometri il percorso per mancanza di benzina. È stata una gioia per me che da tanti anni ci scambiavamo messaggi, arte e amicizia, senza essersi mai incontrati ed anche per gli altri che la conoscevano solo di fama. Terminato la Tavolata poetica e ringraziati i cuochi con un manifesto firmato e dedicato, abbiamo ripreso, con sofferenza la via della sala. Un sole implacabile, a picco sulle nostre teste: l’aria insopportabile! Con Claudio pensiamo ad un trasferimento nel locale che precede la palestra, sembra più fresco ma forse è solo un’impressione. E trasferire tutti i materiali per poco più di un’impressione non ci sembra una gran bella idea. Rientriamo! Siamo tutti lì! Decidiamo di anticipare la scaletta, anche perché molti, quelli che abitano lontano, oltre al caldo temono le code sull’autostrada; così i De Cesario per Lecce, i Serafini per Roma, Rizzi per Rovigo. Ci salutiamo ci scambiamo altri materiali, altre informazioni: sono persone straordinarie con alle spalle moltissime esperienze artistiche che non finiremmo mai di esaminare, così piacevoli, così interessanti che il tempo dovrebbe dilatarsi a dismisura! Anna Boschi ha portato il suo contributo alla mostra di Mail Art, un suo olio di dieci anni fa. Patrizia mi richiama per risolvere il problema del registratore. Intanto Giovanni e Renata Strada, iniziano una performance al centro della sala in modo quasi naturale, dopo poco Bruno con una tunica grigia  infila ad entrambi sulla nuca una maschera bianca e comincia a girargli intorno con profonda concentrazione, e la voce di  Mandrino si leva a declamare il suo “Sogni e conflitti”. Leonello Rabatti con la sua delicatezza ci recita prima una sua poesia e dopo con commozione una di Peter Russell. Ugolini è pronto, via ai suoni, e ci trascina nei suoi territori interiori di domande. Sono quasi al colpo di calore, Patrizia se ne accorge in tempo, corre ai ripari, un catino di acqua, un telo di Lauranne, e mi bagna abbondantemente scongiurando il pericolo. Flavio Casella ci legge il suo racconto “La piazza era piena di gatti”  e Stefania Corrocher ci immerge, scusandosi, nelle sue poesie d’amore. -  Nel frattempo, i vari fanzinari(quelli che stampano la loro rivista, fanzine etc.) i vicentini di Rancido, i romani di Rizoma e i fiorentini del Mostro ed altri ancora, sono riuniti nel prato per tentare di organizzare un incontro con tutte le fanzine italiane esistenti, e creare un circuito di collegamento fra tutti gli autoproduttori (librettini, riviste, fanzine, fumetti ed ogni altro materiale no(C) e AntiSiae) e infatti si nota questo cerchio molto impegnato a discutere. - Sembra che adesso fuori, si stia meglio che dentro, oltretutto Paolo Conti e Alex Nasi già pronti in saio bianco devono fare la loro performance “san Sebastiano ora” legata al tema di Mail Art "Disarmare il mondo", nel piazzale al sole. Usciamo tutti. Conti posa in cerchio dei fogli e distribuisce il resto al pubblico. Va verso un lato afferra Alex e lo trascina al centro. Gli strappa il saio denudandolo, col cordone gli lega le mani dietro la schiena e recitando le frasi del foglio glieli appende con una spillatrice sul corpo facendo colare abbondanti rivoli di colore rosso, un san Sebastiano di oggi trafitto con spilli, un piccolo martirio per stupire, ferire, insomma per scuoterci dal torpore di una vita riflessa?! Capatti ripete, per chi non c’era, la sua performance Cuori d’artista con una variante, gli frantuma tutti insieme e dopo averli mischiati riempie i barattoli. È la volta di Anna Boschi con un’azione poeticissima “Pollice verde”, al centro del piazzale(è questo adesso la nostra arena) distende una serie di cartoni dipinti ci racconta la storia e con un annaffiatoio li bagna mentre parole di pace escono dal suo registratore, poi al pubblico tinge con il colore il pollice di verde. Donaudi ci allieta con la rilettura di Carciofo. Lupi e Panerini presentano il Foglio e leggono alcune pagine  di Machi di carta. PIF conclude recitando le due parti del suo Vittima e carnefice. Un grande ideale abbraccio di tutti noi e del pubblico con un applauso alla simpatica artista francese Lauranne, che durante i due giorni si è impegnata nella sua azione omaggio a Sozo Shimamoto, correndo a stendere i suoi veli come panni al sole con l’impronta del volto di chi ha accettato il suo invito a tingersi di nero. Ed eccolo arrivare, Massimiliano De Luca in compagnia di una ragazza, come a tirare il sipario su Creativa, ha trovato traffico: una corsa ciclistica. Un rapido riassunto, due parole sugli amici. Siamo ai saluti, ai primi bilanci, alle proposte per la prossima edizione, ma avremo tempo per parlarne.

Un ringraziamento a Davinio Electronics per la videopoesia.