Return Indietro                                          Cronaca personale di CREATIVA 2002


Sabato 6 Luglio

Ora uno, ora l’altro, fin dal mattino, eccoli i nostri amici, arrivare al Cellai, due file di case disposte all’incrocio di antiche direttrici, pochi chilometri da Rignano, immerso nel verde delle colline. E certo l’ambiente piacerà a tutti! La sala è già pronta. La sera prima; io, Patrizia, Irene, Rosa, Stefania e Katia venuta a portare - postino di se stessa - il suo lavoro (visto che è qui, ci da una mano), abbiamo montato gli oltre 100 lavori ricevuti per la mostra "Popoli senza nome", nell’ingresso dell’ex-cinema, proprio sulla porta, al limite della strada, così da reclamare attenzione. All’interno Claudio con l’aiuto di Franco del Carbone Prezioso, ha disposto i tavoli e l’impianto voce, passavano e ripassavano canterellando, mentre Lorenzo stava sistemando il videoproiettore.

Marchiani con la macchina stracarica di contenitori della sua mostra sulla stampa rock italiana, è già lì, Claudio mette a punto l’impianto; da Lecce arriva De Cesario con la moglie ed i quadri. Non sembrano molto in sintonia con l’incontro, ma più che altro per le cornici, i restanti via via che arriveranno si dimostreranno molto spartani. Ma è solo il primo impatto; in realtà, parlando entriamo velocemente in sintonia, ed è anche scambio vivace. Seguono da parte di Claudio frequenti chiamate, i problemi, le persone, gli spazi e gli alloggi. Lauranne che dalla Francia per un guasto all’auto non può venire, e lo stesso PIF per un incidente. Ma avanti, ci sono gli altri!

Alle 15 viene a prendermi, sono pronto, Claudio Ranalli è con noi. Il viaggio è breve. Appena arrivo, mi vengono incontro Renata e Giovanni Strada, felici tutti di rincontrarsi, desiderosi di raccontarci mille cose. Ma non c’è tempo. Ecco Franca la moglie di Emilio Morandi, che Renata mi presenta, e sarebbero anni di conoscenza postale da riempire. Così in breve mi racconta dell’esperienza decennale di Perfomedia, del desiderio di staccare, dopo i tanti anni ed i tanti problemi che anch’io comincio a conoscere, delle persone che arrivano da lontano, l’organizzazione e la preparazione. Un tocco sulla spalla, mi giro, Gianluca – il nostro Bastian Contrario con il suo sorriso romagnolo – saliamo ed entriamo nella sala, dove ha già sistemato su una parete la mostra delle piccole fanzine. È già un gran fermento di persone tutte intente a sistemare le loro produzioni. Luciano Ghersi con la sua amica sta tessendo una trama dietro un pannello, il tempo di stringergli la mano ed ho davanti Francesco Mandrino, bello rotondo, e luminoso di esserci, insieme alla sua amica Maria Luisa, ha riempito l’auto con Gianni Donaudi, e Katia Di Stella, fino all’ultimo indecisa per problemi organizzativi. Saluti presentazioni. Finalmente incontro Morandi, eccolo nella sua tuta nera, ci caliamo come due sommozzatori all’interno delle nostre storie, arte, passione, dedizione. Ma urgono i problemi da risolvere. Il tavolo per Rizzi, arrivato con Nora Paglionico, che ha con sé vari pezzi di M.A. Lo spazio per i quadri di Lido Bacci, giunto con la sua moto, e la telecamera, disposto a riprendere tutte le fasi dell’incontro, spostiamo e inseriamo. Siamo un solo organismo, vivo e pulsante, alla ricerca della sistemazione spaziale di questa sala nostra per due giorni. Gli artisti, i poeti, le teste pensanti, arrivano ormai una dietro l’altra. Guglielmo Di Mauro, tranquillo distinto si presenta è l’ultimo performer che mi ha contattato, mi dice dei problemi del viaggio, ma già gli altri mi chiedono dell’albergo, delle stanze, della sistemazione per la notte, eh si l’organizzatore non può sedersi in pace a discorrere con i nuovi e vecchi amici! Avevo iniziato a parlare con Paolo Conti, mi stava mostrando i suoi cataloghi e proprio in quel momento un suo libro d’artista che mi solleticava da morire, un lavoro di 4 anni sui banchi come assessore, quando, ecco Piero Viti, saluti abbracci, un anno da colmare di luminosi pensieri, e Gilberto Gavioli col suo amico Giulio Franceschi, le ultime produzioni del Foglio e Umiliacchi che mi mostra i vari stupefacenti pezzi di "piccole fanzine grandi passioni". Ce ne sarebbero cento da conoscere, vedere, parlare. Ma Yzu Selly, con Silvia Migliosi e gli amici videopoeti Zuccherini e Falchi, incombono. Io li conosco solo di nome e Claudio me li presenta, portano ancora grossi segni del recente incidente che non è riuscito a farli desistere dal venire. Yzu si scusa subito di non aver mai risposto alla mia e-mail, ma che la conserva con piacere, mi dona il suo CD, terminato per l’occasione. Ma altro ci richiama Thomas Pistoia autore della webzine "Via Oberdan", deve avere corrente per il suo portatile. Ivano Vitali con la moglie Maddalena Ghini, allestisce il suo sacrario di libri inapribili, mi mostra uno di questi coloratissimi sarcofagi. Il tempo passa e lo spazio "Entrata di sicurezza" è svanito nell’organizzarsi, ma d’altronde non era un "Entrata di sicurezza"?!. 18,15 vogliamo dare il via. Paola Spinelli mi sorprende da dietro con la sua cagnetta e la macchina fotografica. Claudio inizia come avevamo deciso. Chiama uno per uno facendoli presentare agli altri, applausi saluti e brevi presentazioni. A Mandrino l’onere e l’onore del via. Con la sua presenza ed ironia annuncia, senza la musica prevista, il suo omaggio a Carmelo Bene, e senza microfono declama e trapassa con i suoi versi muovendosi sul palco. Applausi. Morandi è il secondo ci fa spostare tutti in terrazza dove ha preparato gli strumenti per la sua azione, è intensa e drammatica, lui molto teso, musica percussiva ed il suo dolore interno, essere artista, vivere ogni attimo come arte! Molte foto e partecipazione; cosa comunica questo modo di essere, di fare, di essere noi arte-vita.

Ma rientriamo ….. Gavioli presenta il foglio e Giulio, il suo amico le letture poetiche e la webzine il "Cerchio azzurro" a Sesto San Giovanni. Guglielmo Di Mauro è pronto a metà della sala con la sua azione, di segno e prostrazione, disteso è coperto dai suoi fogli distribuiti sopra di lui dagli Strada e dai Morandi. Segue Mizio Ferraris, racconta alcuni aneddoti per farci sentire il clima claustrofobico in cui è maturato il desiderio di scrivere questo libro sui fatti di Genova. È il nostro turno, Si oscura la sala, Irene si muove sul palco al suono di Popoli. Claudio introduce Pinelli, ma il video fa i capricci, una spina spostata. Dopo rimessa, tutto và. Interstellar overdrive ed i colori sull’Irene, si agitano vivi. Mendicanti con Camilla sotto le sue povere coperte ed infine EffMult, con Camilla che lega Claudio e Irene in un sacco nero, torbida escrescenza che si agita, bello l’effetto!

Con Patrizia preparo i buoni pasto. Conciliaboli. Non ci sono per tutti, che pena dover trovare una regola per darlo a chi e perché, è il lato più deprimente, ma va fatto e velocemente. Io mi stendo per il riposo nel furgone, dove mangio insieme a Patrizia. Intanto arriva, Edvino Ugolini con un’amica, Hector Tierno che rimane a parlare con me, i coniugi Altobelli, dopo un periglioso viaggio, Lionello Rabatti, e Lucia Bencistà, Luca Savi, Mauro e Maria Pratellesi. Con Lucia, neo assessore, affrontiamo subito i problemi del qui ed ora, e, quando arriva Claudio anche per il nuovo anno di CREATIVA e la possibilità di altri avvenimenti ed il difficile reperimento degli spazi.

Sono le 22 dobbiamo ricominciare: non è facile concludere l’allegro clima della tavola. Con Umiliacchi rientriamo nella sala, saluto i Mazzafoglia, venuti a vedere. È l’ora di Strada, iniziano la loro azione poeticomusicale, sulla memoria delle mondine attraverso una vecchia canzone popolare, colmi di valigie, fagotti e cianfrusaglie da memoria di soffitta, creando un momento magico. Sale Hector Tierno raccontando della sua vita e leggendo due sue poesie ed un raccontino. Zuccherini e Falchi proiettano le loro diapositive, su proprie musiche in un contemporaneo gioco di disegni e immagini. Nell’oscurità dall’ingresso entra battendo un bastone Yzu, dopo aver preparato poche fioche luci sul palco, ed è musiche suoni percussioni e versi, gridati in forte impatto. Alberto Rizzi si siede con calma e legge le sue poesie tramate dalla ricerca di parola, senso e memoria. La ragazza di Ugolini è molto colpita dai suoi testi e me ne parla. È la volta di Donaudi che ci recita la sua donna borghese. Intanto in mezzo alla sala i due allievi di P.G.Conti stendono un grande naylon, al centro, Paolo si chiude in un sacco di tessuto non tessuto ed agitandosi al suono di un tamburo percosso da un allievo, giunge al culmine schiantando all’interno un palloncino pieno di colore, che cola e lui riemerge spogliandosi di questa tela e asciugandosi con dei pezzetti di carta che dona ai presenti. È l’ora di Gordiano e dei suoi amici, ognuno legge qualcosa, Desy un raccontino di Lupi su Cuba, Panerini e Maggioni le loro poesie. Ormai l’ora è tarda, ritrovo Altobelli che è contento, mi mostra i suoi lavori, ma gli dico che sarà per domani. Devo scappare. A letto! A letto! Alla notte affidiamo, parole e visi nuovi, pensieri interrotti ed idee da riformulare. Ognuno compreso in questa avventura!


 

Seconda giornata

Non sono ancora pronto quando Claudio arriva per partire. Commentiamo un po’ la serata, in positivo e in negativo, solo alcune cose da correggere. Via! il sole è già alto, in un battibaleno siamo al Cellai cercando un ombra al furgone, ci ritroviamo al fosso sul ponte che sovrasta un vecchio mulino, bello nella sua mossa struttura, lo giriamo per quanto possibile, poi… il dibattito incombe guadagniamo l’ingresso dopo aver incontrato Franca la moglie di Morandi. Hanno riposato bene e tranquillamente girato i dintorni. All’ingresso, Marchiani che attacca ancora manifesti, Yzu che insieme a Nora si fumano una sigaretta. All’interno Altobelli insieme a Lido, mi fermano si conoscevano quando entrambi a Roma frequentavano le stesse gallerie. Saluto gli altri che sono già in sala. C’è Gianni Caverni, ci presentiamo, lui si scusa per ieri, mi regala il CDrom della sua mostra. Claudio Ghrardini che nonostante gli impegni non è voluto mancare. Preme Andrea Giannasi di Prospektiva, con Alessio Duranti, ci presentiamo rapidamente. Scopriamo, allibiti che Paolo G.Conti è partito nella nottata insieme agli allievi e nessuno né conosce il motivo. F. Altobelli mi dice che devono ripartire dopo pranzo per i figli che li attendono. Scambiamo i materiali, francobolli e digitografie. Grazia Perini passa e mi saluta. Il cerchio si allarga e inizia il dibattito, ci siamo tutti, una bel gruppo variegato. Giannasi introduce, Duranti allarga, Gavioli riprende e racconta della sua esperienza. Giannasi parla di marketing, di strategie, di poesia da buttare, di dove vuol andare CREATIVA, di prospettive per il futuro. Rispondo che lo spirito che anima CREATIVA non ha niente da spartire con il mercato, che qui siamo noi per quello che facciamo, per la nostra esperienza di vita artistica, letteraria, ecc. e che il conoscersi, lo stare insieme, lo scambiarsi esperienze è di per sé un grande fatto culturale e vitale. La mia idea coltivata per anni "che non c’è un’altra vita per fare le cose ma che la nostra vita è questa, quello che facciamo qui ora, siamo noi" ritorna a sostenermi. Claudio ribatte parlando della nostra trentennale esperienza di piccoli librettini a bassa tiratura, di un circuito underground, di snobismi da parte di chi a parole professa uguaglianza. L. Ghersi racconta una sua vicenda in maremma, un tentativo di coinvolgere il pubblico. Ora anche Giannasi parlando dei grandi incontri con personaggi famosi, si rende conto da solo che niente resta dei grandi intenti, alla fine una firma e via. Con F. Altobelli che è accanto a me facciamo continui paralleli fra quello che succede nella poesia e nella pittura. A turno tutti gli altri del gruppo confermano il desiderio e la volontà di far si che questo incontro continui ad essere altro dai convegni, le mostre, le rassegne, i concerti, la ricerca di un pubblico. Così A.Rizzi, G. Donaudi, K. Di Stella che ci ricorda un lato importante, che poi è il centro di patenza dell’incontro, l’aspetto sociale. F. Mandrino infine, accalorato, difende l’esperienza personale, l’orticello contro il latifondo e la coltura intensiva. Ed ecco la campana, La tavolata poetica è pronta. Scendiamo ai tavoli. Prendiamo posto, sono accanto a Emilio, avanti a Di Mauro e Renata. Abbiamo già un antipasto toscano, ben apprezzato. Emilio mi racconta delle sue esperienze, in giro per il mondo sempre insieme agli Strada. Lui che per anni ha organizzato incontri internazionali di performer, senza aiuti, oggi si appoggia a Di Mauro che opera in Venezia, e che sta tentando di costruire un luogo dove le azioni abbiano la possibilità di essere svolte. Ma è un via vai, e la comitiva è allegra, anche le cuoche e gli amici del circolo che si prestano a servirci ai tavoli sono contenti ed allegri. Ogni tensione svanisce di fronte ad una penna strascicata, gustosa ed abbondante ed offerta con un sorriso. Mandrino ci fa dire a turno i prossimi appuntamenti. Dopo l’arista e l’insalata e l’ovazione ai cuochi e al personale, io corro disteso nel furgone. Fortuna che c’è un po’ di ombra. F. Altobelli e sua moglie mi salutano, siamo contenti di esserci incontrati e possiamo programmare per il futuro. Verso le 15 e 30, inizia con un richiamo di Yzu, la presentazione di Marchiani. Mi alzo, A. Giannasi e A. Duranti stanno partendo, ci salutiamo scambiandoci alcune opinioni sul dibattito. Hanno capito il senso di CREATIVA e Giannasi mi dice, che il prossimo anno torneranno insieme ad un gruppo di poeti per leggere e parlare delle poesie. Salutiamo Mauro Bigazzi, il responsabile della sala, che tanto ha fatto per conciliare le cose e far si che la manifestazione riuscisse al meglio. Quando rientro nella sala, piena di gente e tavoli e fogli attaccati alle pareti, Edvino Ugolini sta leggendo alcune sue drammatiche poesie sulla Palestina. Il gruppo Mapsulon di Maresca, è già in posizione, ci presentiamo, osservo i loro libri, i disegni ironici. Io devo fare il locomotore\lettore della performance di Giovanni e Renata, ovvero un trenino di persone: coinvolgono quasi tutti, come in una festa. Mentre Gordiano legge alcune poesie dal Foglio Letterario, e C. Fusai suona e canta Intifada. Dopo il caos allegro del trenino, Mandrino sul palco davanti al microfono ostenta un silenzio fragoroso, mentre nell’angolo opposto della sala Di Mauro sta eseguendo la sua azione, con fogli attaccati alle pareti, una sedia appesa, lui si stende, disegna, articola qualche parola in uno scambio tra orizzontale e verticale, infine Mandrino esplode in un brano. Leonardo dei Mapsulonnaise, insieme all’autore del viaggio in Messico, racconta la nascita della casa editrice, e la storia del paese di Maresca. E. Ugolini se ne deve andare, Trieste è lontana, ci scambiamo i libri, le opinioni e con la sua amica gli indirizzi. Poi. Thomas Pistoia ci presenta due brani da lui composti, si deve apprezzare l’impegno, i testi sono pure interessanti, ma in questo ambiente pare fuori luogo: chissà perché? Ci rivolgiamo al fondo della sala dove Luciano Ghersi l’Hipertextil di Firenze presenta le sue produzioni, poemi infiniti come romanzi, sottile ironia nei suoi vari modi di fare arte, con pneumatici, fili, ed altro. Emilio è intanto salito sul palco, puntualizza su quello che è stato il dibattito della mattina, allibito dalle tematiche, per lui vecchie di trent’anni, raccontando la sua storia il lungo percorso di Mail Artista, e tutte le scorie abbandonate in questa crescita. Poi scende accende il registratore con i suoni, va al centro della sala dove ha depositato un mucchietto di roba, prende un rullo di carta e lo srotola in diagonale, lo ferma con delle sedie, replica dall’altro lato, creando una grande X di carta bianca. Su un ramo della X disegna una A, si toglie i pantaloni e nella parte opposta gli sistema come una A. prosegue fino a comporre la parola ART. Lui è rimasto in mutande, e prendendo foglie, erba e frutti ricompone ART anche negli altri due rami. Si ferma indossa dei pantaloni corti, si avvolge la testa con la carta alluminio srotola sulla testa dei presenti lunghi fogli di carta e consegna a tutti il suo sigillo "il mio cervello è per te". Mandrino si pone maestoso al centro della sala e recita un suo poema. Yzu ci propone una poesia accompagnato da C. Ranalli alla chitarra; dopo Yzu alla chitarra accompagna Bruno Buzzati in una recita di versi quasi teatrale, di notevole impatto. Continuo intanto le mie discussioni con gli Strada, con Emilio, con Yzu, con Leonardo e gli altri. La mia testa è divisa in una serie infinita di rivoli, quando mi sarebbe piaciuto essere un solo fiume che scorre, ma è così, anche per gli altri con me: non c’è tempo! Ogni inizio rimane un approccio, un discorso a mezzo, e questa è la vita: brani che compongono un insieme, noi l’insieme che pulsa in accordo. È la volta di Katia: ha riunito 8, 9 persone al centro sulla X di Emilio, che ormai domina la sala. Da un intreccio di fili di lana, le persone, si muovono come passanti. Rimangono in due, lei allunga i fili, disegna salta si muove, recita poesie. Si ricompone il gruppo lei sfugge e facendo le bolle di sapone, annuncia, a noi sospesi a quest’aria di sogno che ha finito. Sono arrivati Giuliano Buonamici con Elena, e discutiamo della buona crescita di questo incontro. Cominciano ad andare via, i saluti, gli abbracci, i ringraziamenti per l’ospitalità. È un piccolo turbine che ricompone ogni cosa. Claudio prende la chitarra e canta la mia poesia per Assisi. Dopo facendo partire la base, recita "madre". Fine.

Rimaniamo a smontare, parlare. Un saluto a H.Tierno che mi presenta sua moglie, soddisfatta degli incontri. B.Buzzati, mi racconta delle sue esperienze di eventi a Perugia, si complimenta per l’originalità di CREATIVA, ci proponiamo per futuri incontri, anche con Yzu. Lo stesso con gli amici di Maresca, scambiandoci libri e francobolli. Saluto De Cesario e sua moglie Maria Cristina che sono rimasti insieme a noi per le due giornate. Mario Lido che ha filmato un po’ tutto, verrà un giorno a mostrarmi il video, ed a parlare dell’idea delle belle statuine.

 

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