Cronaca di Creativa 8.9.10 giugno 2007

Venerdì 8 giugno

Provo a stringere gli ultimi nodi. La rete di relazioni intrecciata è pronta. Claudio corre in giro tra comune piazza e casa. Ci misuriamo fin dal mattino sui vari punti caldi da toccare e contando sugli artisti che hanno aderito buttiamo giù il programma delle tre giornate. Come naturale sorgono vari problemi e siccome non siamo una mega organizzazione ma solo un’associazione dedita al volontariato culturale non possiamo far altro che tamponare!

Anna Seccia, da Pescara, arriva dopo un viaggio di 7 ore, ci mettiamo a parlare di tutte le gioie e di tutti i problemi della cultura, della creatività ed anche delle nostre storie personali. Ma io devo completare la mostra di Arte Postale con Patrizia e il pannello di Creativa così coinvolgo anche lei nella difficile impresa. Quando va in albergo io mi stendo sul letto. Dopo poco ecco Umberto Esposti, arrivato con il camper da Lodi, lo faccio posteggiare e gli dico di salire da me. Stiamo un paio d’ore a parlare: delle sculture, del lavoro, dei viaggi, delle vicende familiari. E’ già tardi, lui va al punto d’incontro ed io mi preparo. Dobbiamo portare i computer ed il pannello, è meglio andare in furgone! Al mio arrivo sono subito circondato dagli amici, gli Strada, I Santini Del Prete, vado a vedere la mostra di Mail Art “Né servi Né padroni” circa 200 opere da 21 nazioni già tutta pronta sotto gli stand. Incontro Fabio “Troglodita”, si scattano già le foto, I Santini mi danno i loro tarocchi, arriva Lucia Bencistà l’ex assessore, poi il Sindaco e gli presento i vari artisti che non conosce. Dobbiamo salire, gli altri ci aspettano. La sala è accomodata in modo impeccabile anche Claudio né è colpito. Ritrovo Anna Seccia, ecco Carla Bertola e Alberto Vitacchio, ed Yolanda Herreras da Madrid, saluto gli amici che stanno preparando mentre Lorenzo e Patrizia mi montano i computer ed il proiettore. Umberto Esposti è un po’ preoccupato per Maurizio Vitiello, ma  poi telefona dicendo che ci raggiungerà domani mattina. Si inizia la cena con degli antipasti da vera Cen’Arte. La sala è quasi al completo. Io e Claudio presentiamo la serata, gli artisti, e poi passiamo il microfono al Sindaco per il saluto ufficiale. Aprono la serata gli Strada, con una serenata da piccolo equilibrista. I piatti continuano con stupefacente aderenza ai titoli di fantasia che avevo dato. Io, Claudio ed Irene eseguiamo NAT per danza computer e sonagli, Carla Bertola recita due ricette di poesia, Alberto Vitacchio un piccolo monologo. La Cen’Arte termina con una crema di poesia davvero straordinaria, onore ai cuochi. I Santini ci vogliono tutti sul terrazzo. E giù nella piazza davanti agli stand della mostra accendono un fumogeno rosso: è una bella immagine. Poi risalgono vestiti da ferrovieri insieme al loro critico/gadget Patrizia Landi. Di nuovo nella sala per vedere il video di Anna Seccia, ma funziona a scatti, e non và! Lo interrompiamo. Nella saletta c’è un proiettore decidiamo di provare con quello. Nel frattempo Yolanda Herreras ha deciso di fare la performance “Sciogliersi”: con in mano un bicchiere di bibita e ghiaccio si siede davanti ad una persona beve un ghiacciolo e fissandola se lo scioglie in bocca mettendo la persona a disagio per tutte le implicazioni che si svelano. Il video funziona così ci spostiamo tutti nella saletta per vedere “La stanza del colore” in religioso silenzio. Ed il suono? Dentro di noi! Purtroppo dobbiamo rimandare la visione dei video di Aldo Adinolfi, Maurizio Follin, Emilio Morandi e Adolfina De Stefani. Un saluto a tutti ed un arrivederci a domani.

 

Sabato 9

Il tempo di scrivere la cronaca di ieri ed è già l’ora di andare. Ci attendono le classi delle scuole medie. Per strada incontro Vittore Baroni con due suoi amici. Entriamo, la prof. Mannucci mi saluta e mi dice che gli alunni stanno per arrivare. Salgo nell’auditorium. I ragazzi arrivano tutti, classe dopo classe, ma ancora non ci sono gli artisti. Gli faccio un preambolo su quello che stanno per sperimentare, gli dico che la performance non è spettacolo ma qualcosa che accade per loro insieme a loro. Finalmente arrivano gli artisti. Una classe ricorda perfettamente l’incontro dello scorso anno con gli Strada e quando chiedo chi vuol rompere il ghiaccio, sono i ragazzi a richiedere loro. Distribuiscono foglie di carta ritagliate con su scritto titoli di canzoni. Poi distesi sulla cattedra, Giovanni inizia a suonare l’armonica mentre Anna Seccia legge il primo titolo e getta la foglia sugli Strada ed a seguire uno ad uno gli alunni. E’ incredibile sembrano soffrire di ansia di partecipazione, tutti si alzano per leggere, si mettono in fila ordinata, da soli, fino all’ultimo. Infine gli Strada coperti si alzano facendo cadere le foglie. Un applauso. Introduco Laura Cristin che gli spiega il suo percorso di sirena/serena e gli propone una performance di ascolto. Lei agiterà un bastone della pioggia ed un ragazzo dei campanellini, l’altro lo consegna a me. Durante l’azione io passo la mia sonagliera e Laura fà passare il bastone. I ragazzi anche se con un po’ di confusione partecipano attivamente. Infine introduco Bertola e Vitacchio. Da prima Carla legge una ricetta poetica su Quasimodo, poi con Alberto portano i ragazzi in un gioco sonoro sulle note musicali come iniziali di parole. Suona la campanella e via. C’è Anna Boschi a vedere quando la incontro ci salutiamo con un grande abbraccio. Poi scendo nella sala per salutare gli altri arrivati.

Alle tre torniamo. Vittore Baroni ed i suoi due amici Marco Maffei e GianLuca Copisti hanno già sistemato, nel prato dietro i cipressi, l’incredibile struttura con i 40 cappelli per Gorge  Maciunas. E’ un bel colpo d’occhio. Mentre osservo la varietà delle forme create dagli artisti del circuito Mail Art, il gruppo degli Slan-Sandra Mazzini al completo si avvicina per un saluto. C’è pure PIF che credevo non venisse.  Ci sono i genitori di Sandra Mazzini che hanno portato il libro di poesie stampato in sua memoria. Mi compare da dietro Vitiello col suo sorriso ed Umberto che mi regala una sua opera, una bruciatura su plexiglass. Mandrino mi presenta la sua fidanzata Patrizia e mi inonda di regali. Ne ricordo uno in particolare che ci porta al riso il libretto pro-Creativa. All’interno Fabio dei Troglodita Tribe ha disteso la bella ed originale produzione di libretti autoprodotti dalla S.ocietà p.er A.zioni f.elici e montato delle istallazioni piramidali con pagine stampate. Accanto Monica Michelotti si sta preparando e mi mostra gli oggetti della sua performance: Cartoline costruite e viaggiate, un pezzo di sgabello elaborato a mò di strumento musicale.

Il tempo si allunga, cerchiamo di far entrare tutti per la presentazione. Dopo numerosi tentativi, finalmente eccoci! Inizia Vittore raccontando la mostra dei cappelli ed invitando poi ciascuno ad andare per fare una foto da inserire in una serie di francobolli. Prosegue Bertola, e via tutti. Fino ad Umberto Esposti di cui Vitiello racconta la parentela con Lucio Fontana, il suo lavoro di ceramista ad Albissola in quegli anni di grande fermento artistico e le sue sculture in ferro.

Terminata la presentazione. Diamo inizio. Ed è Vitiello che parte con una esposizione su Giacinto Gigante e Napoli, la cosa si dilunga e quando lui vuol proseguire subito con Caravaggio e… io mi oppongo, ci  sono gli altri che aspettano. Ma alla mia domanda, gli altri accettano di farlo continuare. Sono passate le 17 e visto che siamo all’interno, Mandrino presenta il suo nuovo libretto di poesie “Miti” appena stampato nella collana di “Oltre i limiti” e ne legge un brano. Poi tutti fuori per la performance di Monica Michelotti che disegna dei pentagrammi con nastri rossi e segna le note con cartoline è la Bausonatafluxus. Gli Slan agiscono un brano di poesia di voci e movimenti, di richiami e di teli stesi a coprire e poi svelare è un brano dal libro di Christian Pretolani. Segue Laura Cristin con la sua Sherenada di amore del sogno di un’infanzia nel mare a dondolarsi con giochi di compagni delfini. Piero Viti appare nel centro del piazzale colmo di sacchetti, con il suo cappello senza fondo ed il bastone: deposita fogli e scrive AttraversaMente, tutto attraversa il cappello facendoci sorridere. Poi la perdita, il ritrovarsi ed il dono al comune ed a Creativa di una sua opera. Anna Boschi da un lato si prepara al “Lifting” davanti lo specchio, accanto cappelli, ma non và, c’è qualcosa che non la soddisfa, tirarsi, lisciarsi maa… legge un testo, consegna un foglietto e gira una serie di pannelli dove si reclamizza la donna perfetta, con perfetta ironia!  Ci siamo noi con Soldato Democratico, Irene sopra una sedia che mima l’aereo, il volo, il soldato, dietro Claudio con la sua chitarra elettrica ed io col mio sintetizzatore al computer. Troglodita Tribe Prosegue Katia Di Stella ponendo Donaudi sopra ad un foglio, coprendolo di nastri e collanine, disseminandolo di grani colorati e cercandogli un equilibrio leggendo un testo. Vado da Vittore per indossare un cappello e farmi la foto come ormai hanno già fatto tutti in una continua processione. Intanto Bertola e Vitacchio si sono seduti su due sedie nella parte vuota del piazzale mentre dagli altoparlanti escono voci e suoni: ci ritroviamo pian piano in un viaggio attraverso gli USA, con banalità turistiche, curiosità e luoghi comuni. Donaudi legge due sue poesie ed una di Teresio Zaninetti morto da pochi mesi. Yolanda gonfia una miniporta da calcio, la posiziona, prende la distanza e con il gesso traccia il punto. Sulla rete della porta attacca un foglio con scritto NOIA, quindi da un fascio di fogli né solleva uno ce lo fa leggere lo accartoccia e messo sul punto, calcio e… goal! Sono tutte parole che sconfiggono la noia, ma non è finita. Prende un altro fascio e… ci sono i nomi dei partecipanti a Creativa, accartoccia e tira. La cosa è lenta, lunga ed allora si scatena il tifo da curva! Questo era il misterioso “Creativa tra i pali”!  Entriamo per vedere il video di Cobas “Ritratto d’Artista”, ma è certo che tecnicamente siamo carenti, il sonoro è molto basso e la luce è ancora intensa. Via a casa mentre gli artisti cenano.

 

Alle 21,30 incontriamo il gruppo che è appena partito dalla sala. Ci fermiamo alla mostra di Mail Art che non è illuminata. Andiamo a prendere i fari, ma non entrano le spine. Questo inghippo ci mette un po’ di malumore. Poi riprendiamo la Promenade, un po’ alla spicciolata, fino alla piazza del Comune che comunque rimane uno spazio utilizzabile dove ritroviamo voglia ed unità. Il gruppo Slan è già pronto a recitare un mosaico di brani poetici venati di ironia. Renata Strada deve partorire e Giovanni ha bisogno di aiuto, Anna Seccia si presta, così, nel mezzo della piazza, vengono alla luce due peluche!! Era proprio quello che ci serviva per prepararci all’ascolto della poesia letta da Leonello Rabatti sul bimbo di Sparta gettato dalla rupe perché troppo gracile.  Prosegue Mandrino leggendo altre poesie da “Miti”. Flavio Casella ci fa sorridere con un racconto sui gatti recitato in milanese. Il finale a Donaudi con la sua celebre poesia la rivoluzione è un Carciofo. Sciogliamo la compagnia e a… domanimattina.

 

Domenica 10. ore 11

Quando arrivo c’è una sorta di struzzo indiano seminudo con una museruola che si aggira saltando nella stanza. Tutti cercano di cacciarlo fuori ma lui deve consegnare il mazzo di pennelli che tiene in pugno. Quando mi avvista si avvicina si inginocchia e me lo consegna. E’ Dino Sileoni che subito dopo sparisce. E’ arrivata Maria Luisa per conoscere la manifestazione; lei è di Villafranca e da poco hanno iniziato ad organizzare delle letture in piazza. Incontro Aldo Cerasuolo conosciuto da Claudio a Carpineto. C’è Gianni Broi e Bruno Capatti. Ci mettiamo tutti seduti e iniziamo la discussione leggendo la lettera di Alberto Rizzi contro Creativa così com’è. Ci sono spunti notevoli di dibattito. Il problema del rimborso, giusto il rilievo di Capatti, che segnala un disagio più vasto, quello della riduzione delle possibilità economiche di alcuni artisti e che al di là della cifra rappresentava il segnale forte di una eguaglianza, di un riconoscimento agli sforzi compiuti. Lo sappiamo e ne siamo più che coscienti ma il punto era, o cristallizzare l’incontro e rinunciare al catalogo, o allargare la possibilità  di ospitalità con posti letto e pasti gratis e continuare a fare il catalogo. Noi abbiamo optato per la seconda. Altro punto la cura dell’aspetto tecnico, e qui purtroppo siamo ancora molto carenti. Ma per le aspettative, l’arte di serie A e menate varie proprio nessuno ha condiviso. Ci siamo di nuovo trovati a parlare del pubblico e di nuovo ci siamo chiesti: quale pubblico, che tipo, a che prezzo? Vitacchio racconta le sue esperienze tra università e circoli artistici. Cristin ci parla dell’esperienza positiva di ieri con la scuola. Broi ci ha richiamati all’ideale che ci porta ancora a fare certe esperienze, all’idea di socialità dell’arte. La ragazza dello Slan sintetizza con un “noi veniamo perché ci troviamo bene, possiamo presentare liberamente i nostri lavori, ed incontriamo personaggi interessanti da cui imparare”. E’ l’una, dobbiamo andare alla Tavolata poetica. Mentre attraversiamo la strada ecco arriva la massa agitata e sorridente di Ettore Le Donne, è un piacere rincontrarlo, ci avrebbe fatto ancor più piacere averlo presente alla discussione per la forza con cui porta avanti le sue idee attraverso l’arte e L’Oracolo. Mentre saliamo Umiliacchi mi parla della CreaZine, che è molto più impegnativa di quanto avesse previsto, causato dal fatto che molti artisti non comprendono bene cosa debbono fare, gli dico di non preoccuparsi, lo possiamo anche spedire dopo la manifestazione.

Tutti in mensa pronti a mangiare cibo e poesia, anche i cuochi, ormai avvezzi alla nostra presenza. Claudio canta in ottava rima il dialogo delle lavandaie scritto da lui per la commedia “La Bottega di Lio”. Mandrino recita una bellissima dedica ai cuochi. Poi si lancia in una disquisizione molto interessante, legata alla discussione precedente, sull’essere a “mensa” sinonimo di comunanza e simbolo del proletariato, ecc. Donaudi legge una sua poesia e dopo un esperimento: io e Vitacchio facciamo con la voce i suoni del sintetizzatore e Claudio legge NAT. Casella ci racconta una bella storia sul tema Né servi Né Padroni, poi scadiamo in due barzellette e qui PIETOSAMENTE CHIUDIAMO.

E anche quest’anno il sole non ci ha abbandonato. Nel piazzale picchia come un martello rovente. Nella stanza sembra addirittura fresco. Con Umiliacchi guardiamo quello che è pronto per la CreaZine e ci mettiamo d’accordo per terminarla con calma. Era un’impresa pazzesca. Gli artisti invece che arrivare con il proprio materiale già digitalizzato gli chiedevano di riscrivere tutto. Sarà per il prossimo anno! Intanto Bruno è già pronto, lui con un grosso soffiatore elettrico ed una pila di fogli bianchi, accanto Mandrino in veste di lettore di brani dall’Apocalisse. Al termine della lettura Bruno accende il soffiatore e comincia a far volteggiare centinaia di fogli: è un vento che sconvolge, turbina, colpisce la mente. Nell’ultimo foglio, incollato al pavimento, l’illustrazione di Durer: l’Apocalisse. Rientriamo tutti nella sala Pucci e Rossella dispongono i loro abiti-oggetti: indossapagine un libro indossabile, le radici dell’arte e gli abiti per le nozze d’oro con l’Arte. In una candida sfilata di indossa e mostra, fino alla riconsacrazione del matrimonio con l’Arte, interpretata da Rossella. Il gruppo dello Slan si posiziona al centro per recitare un mosaico di testi ironici sull’amore. Sono arrivate anche Liliana e Giovanna Ugolini. Il tempo di salutare e subito al centro per eseguire le Claustrofonie di M. P. Meschini. Quasi un omaggio surreale alla letteratura. Con Aldo Cerasuolo ci ritroviamo nel pieno della provocazione, con calma dispone sul pavimento, lui avrebbe preferito dei tavoli… ma in mancanza…, 8 piatti ben chiusi con accanto una forchetta, poi cerca 8 persone che si siedano davanti al piatto. E’ incredibile, nessuno vuol andare, artisti performer consumati che temono la sorpresa e poi ci domandiamo perché non c’è il pubblico!!! Infine riesce a trovarli, qualcuno tenta di sbirciare nel piatto, ma Aldo lo ferma. Quando tutti sono seduti, gli dice di scoprire il piatto e, di mangiare tutto! In realtà è una catenella di plastica bianca e rossa, un omaggio al tema: Né servi Né padroni.  Mandrino legge e interpreta altri brani dal suo libro “Miti”. Carla Bertola ci trasporta recitando delle frasi nel mondo magico della pubblicità dove le donne possono avere sempre un corpo giovane e bello! E sono frasi vere!! Fulgor Silvi per il suo “elogio della assenza”, dispone due sedie al centro con seduti Capatti e Gagliano, un foglio in mano e occhiali da saldatore. Poi distribuiti dei fogli con delle parole chiede di leggerle ad alta voce e in continuazione, gli altri battano le mani! Nel caos più completo lui se ne và. Ricomposta la sala Giovanna Ugolini interpreta la Sposa in nero, mentre Liliana manda la musica. Carole Davitti è arrivata con la sua piccola mostra all'esterno. Non c’è il buio richiesto, ma non possiamo aspettare, quindi Emanuele Gagliano e Irene Fusai fanno lo stesso la loro azione. Irene al centro tunica nera e pile in mano, Emanuele seduto indietro con una candela in mano, “The end” di Jim Morrison come sonoro. Lui legge una poesia, mentre Irene dovrebbe squarciare il buio con le luci delle pile. Intanto Emanuele facendo colare la cera su un foglio scrive: Né servi Né padroni. Tutti fuori, Bertola e Vitacchio esplodono in sonorità sia dall’impianto voce che dal vivo. In turbine di echi e rimandi. Donaudi ci grida due sue poesie sul colon/colonialismo. Sono arrivati altri amici per vedere cosa succede in questo teatro all’’aperto, nel laboratorio dove ognuno prova a comunicare sé stesso, la propria gioia, le proprie angosce, la propria creatività, ma non c’è tempo, il marinaio Giovanni è approdato e cerca la sua Titina, suona e chiama, nessuno risponde. Intanto la Titina in calze rosse e guanti si sbaciucchia tutti i maschi del pubblico. Infine si avvicina al marinaio che adesso dorme, lo sveglia, e lui contento di rivederla gli da piena fiducia, la scenetta si chiude con un gran ballo. Non è tardi, ma molti artisti cominciano a salutare hanno di fronte centinaia di chilometri e code interminabili. Quindi Claudio propone la performance di Yolanda Herreras come chiusura. Lei taglia dei fogli in pezzetti gli piega e gli pone in un due cappelli, poi dopo averli mescolati ed aver preso un depliant/programma di Creativa, si avvicina al pubblico, fa tirare su un bigliettino, fa leggere quel che c’è scritto e poi lo spilla sul depliant, fino all’ultimo. Poi viene verso di me e me lo consegna come omaggio a Creativa. L’ottava edizione è chiusa, all’anno prossimo!

 

Franco Piri Focardi giugno 2007