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COMUNE DI RIGNANO SULL'ARNO & OLTRE I LIMITI
presentano
CREATIVA 2001
Cronaca personale di CREATIVA 2001
23 Giugno - Prima giornata
Azzurro e nubi. Nuvoloni procellosi, sopra. Speriamo bene, per il nostro incontro tra nomi, buste, ferri, da giorni con la tensione addosso.
Eccoli. Umiliacchi ci rincontriamo, robusto,
sorridente romagnolo, bici e fanzine d’arte e di poesia, così avevamo
concordato. Mauro Marchiani da Bordighera, magro, alto, scamiciato, rocchettaro
dei nostri tempi con la sua "8 Expo Italian Fanzines", l’auto
stipata di scatole con le riviste, la rassegna completa della stampa rock dagli
anni’60 ad oggi: si coinvolge immediatamente nell’allestimento delle mostre,
lo vedo arrivare qui a casa, io ancora a letto, con Claudio che prende le
scatole già pronte. Rapido scambio di saluti a colmare conoscenze di decine di
anni, forse 1986 Ululati dall’Underground. Paolo Bassi, poeta di strada, sta
in piedi fra noi, ha saputo dell’incontro si è precipitato per partecipare,
sue esperienze a Pelago e incontri a Pennabilli. Noi parlando prepariamo sul
percorso i pannelli in forma di triangoli per "Povero uranio", la
mostra di buste svolazzanti con opere d’Arte Postale su questo tema; 60 giunte
da ogni parte del mondo: collage multicolori, sculture di terracotta, oggetti.
La piazza, con al centro la vasca svuotata e riempita dal palco, si anima di pannelli, tavoli, sedie; in evidenza le autoproduzioni del "Progetto Siderurgiko" di Rionero. Il suo Evasion è il vero foglio di collegamento. Sulle vetrine vuote, i 25 Brain Cell distesi: tappeto colorato di tutti noi, opera comune dove ritrovarsi in maniera giocosa, frutto geniale del giapponese Ryosuche Cohen. Francesca Milani, critica d’arte, discute con noi per conoscere a fondo il programma, le persone presenti. E’ passato mezzogiorno e si vedono apparire, come ritagli di un film western all’italiana, Francesco. Mandrino e Gianni. Donaudi, un cappello di paglia sulla testa e le pance prominenti e dondolanti, dall’altra parte, provenienti dal ponte, col cappellino rosa da venditori di idee Giovanni e Renata Strada. E’ già festa, chi parla, ride, ricorda, intanto i primi scambi di materiali. E’ l’ora del pranzo alla mensa della scuola dove i cuochi servono un lauto pasto; mi diranno dopo che è stato un preannuncio di quello che sarà la Tavolata Poetica di domani.
Le 16 già tutto è pronto, libri e riviste autoprodotte lì in mostra sui tavoli e sui bordi della vasca. Il mio "povero" uranio viene montato col suo cappellino davanti alle reti. F. Mandrino piegato a posare nei punti strategici dove saranno sicuramente calpestate, le sue poesie. Le 16, a Giugno sotto un sole implacabile, è veramente presto per iniziare. All’ombra dell’unico angolo ci riuniamo a parlare. Gilberto Gavioli da Sesto S. Giovanni arriva salutandoci ed in silenzio allestisce un tavolo con "Il foglio clandestino"; con tamburi e valigie Ivano Vitali e Cristina Biagiotti sorridenti si presentano. Con un calmo incedere Alberto Rizzi attraversa la folla e viene fra noi. Discutiamo di pochi ma decisivi punti: la poesia, il pubblico, le piccole congreghe, la voglia di fare, siamo tutti d’accordo. Fra i presenti lo scambio di esperienze, progetti e idee è continuo. Li vedi quì o là incontrarsi e parlare.
Alle 17,30 P. Bassi vestito di bianco e coperto da vistose lettere nere, scende la scalinata della chiesa, inizia lì davanti, grida, grida "Silenzio!", sulle auto che passano "Silenzio!" ai passanti trafelati, e declama le sue poesie, nascosto dietro il palco conclude il suo intervento. F. Mandrino non vede il pubblico davanti a sé, si volta e guarda dall’altra parte del palco i passanti che attraversano, recita per loro, odierno cantore di storie e costume, gli declama infervorato le sue poesie. Sul palco sale A. Rizzi, si siede davanti al microfono, porta il saluto di Monica Andreis, legge tre sue poesie di intimi pensieri, leggeri si posano ai nostri piedi; poi entra nella sua propria dimensione con le parole e le rime che sembrano provenire dalla nostra storia, echi del quotidiano che si osserva anche qui, la sera nella via. Segue Gianni Donaudi e l’eco del mare si infrange sulla facciata dei palazzi. Silenzio e preparativi. La performance di I. Vitali, i tamburini Rosso e Blu, con la collaborazione di Claudio Fusai, Irene Fusai e R. Strada: i due tamburini, odierni direttori, vestiti di strisce di giornale animano, facendoli danzare, due sacchi fatti col giornale. Segue da dietro un panno bianco la performance di F. Mandrino per Roberto Vitali. C. Fusai dal bordo della vasca interpreta il banditore e C. Biagiotti rulla il tamburo, mentre G. e R. Strada sorreggono un telo bianco, da dove F. Mandrino, come un tupamaros con passamontagna e maschera dietro, recita il suo poema, passando dietro un telo nero. Un disguido, sul far della sera, viene tolta la
corrente e dopo… dopo non è facile rimetterla. E’ l’ora di cena io gli lascio per il turno di riposo. Mi racconteranno di come la cena si sia trasformata in una vera performance, sopra al palco i tavoli imbanditi, le sedie, e chiunque arrivasse era invitato a salire, così Tony Sidney, Piero Viti e la moglie. A turno chi sale e chi scende, lo spazio non è sufficiente per tutti. Dalle finestre e dalle terrazze intorno osservano tutto questo come fosse uno spettacolo. Ritorno. L’aria è già più fresca ma è il caos La corrente stenta ad essere rimessa. Manca il computer. Ed io con P. Viti ripercorro gran parte delle vicende artistiche che ci hanno visti partecipi in questo anno, e la domanda: - quale idea/ filosofia ci sta facendo operare? Tony Sidney in braccio la sua chitarra classica, al mixer Giampaolo Salvadori; il suono limpido di 5 brani molto delicati scende su di noi. Replica nel buio fra il pubblico P. Bassi "Silenzio" ed è più intenso. T. Sidney mi chiede come ho realizzato i video, mi parla dei suoi progetti legati al digitale. Finalmente con il computer portatile possiamo far partire la proiezione: le 4 stagioni, con una perfetta recitazione di Luca Savi e C. Fusai con la sua chitarra elettrica, seguono i "video digitali", qualche problema di coordinamento, ma tutti sono presi dal suono potente della chitarra. Infine presente Grazia Pelli, parte la proiezione delle foto di Mauro. Si commenta, ci si saluta, si smonta. La cronaca del resto è patrimonio dei nottambuli.
24 Giugno - Seconda giornata.
Ore 11, mi preparo, arriva a casa Vittore Baroni con la moglie ed il bambino. Grandi saluti e discorsi per ricucire le nostre attività, Arte Postale, pittura mentre scendiamo ed insieme andiamo in Piazza. Solo all’ombra si riesce a stare. G. e R. Strada stanno " vendendo" la loro idea a tutti. Ognuno di noi passeggia e si saluta con al collo il cartoncino colorato, con su scritto "IDEA". Siamo un popolo pieno di idee. Gordiano Lupi, la sua ragazza cubana ed un collaboratore de "Il foglio letterario" sono arrivati, preparano un loro tavolo. Sto guardando la mostra "Povero uranio", e G. Gavioli mi racconta del loro mattiniero giro turistico a… Loppiano! Sono risate per tutti! Il prossimo anno dovremo preparare anche un giro turistico nei luoghi interessanti. Parliamo del "Foglio Clandestino", degli autori, della pubblicazione, delle altre attività e dei collegamenti. Da lontano mi saluta Massimiliano De Luca insieme al suo amico sassofonista, era venuto per creare situazioni sonore con la lettura di poesie, ma per il calore eccessivo e per la loro mancanza di tempo resterà un progetto inattuato, mi racconta del suo libro in preparazione. C’è Claudio Gherardini giornalista per Controradio, per me una visione sono anni che non lo vedo, lui guarda stupito quanto sta accadendo in questa piazza. Mi sposto alla "vetrina" delle fanzine di Umiliacchi osserviamo la grande varietà e bellezza di questi fogli, è il frutto nascosto della creatività. Baroni ci racconta del suo recente articolo per "Rumore" su questo tema. Si fa vivo Marchiani che è polemico sui temi che devono riguardare le fanzine.
Chiudiamo. L’ora della Tavolata Poetica si avvicina. Io e mia sorella Patrizia ci avviamo, sotto un sole cocente, verso la mensa, dove, con un montacarichi riesco a raggiungere la sala. Eccoci tutti a tavola, serviti da una cuoca sorridente che ci ha preparato un pranzetto delizioso. E sono parole, ricordi, battute durante la consumazione del cibo. Antico rito di comunanza umana. Infine, dopo un applauso, F. Mandrino dedica un’accorata poesia alla cuoca, e poi un’altra e un’altra; G. Donaudi conclude con l’unica che si ricordi. Scendiamo in strada grati e sazi, mentre C. Fusai mi recita le sue peripezie notturne, lo scambio delle chiavi dei furgoni, la ricerca dei materassi per quelli che dormivano nella stanza del Comune, lo smontaggio dell’impianto e del computer. Il sole è dritto alto su di noi, implacabile brucia le nostre teste. Saluto Gavioli, Rizzi, De Luca ed il sassofonista perché prima delle 17 dovranno andarsene; a Gavioli un lancio a sviluppare le idee e le proposte, adesso ci conosciamo e abbiamo visto la comunanza d’idee, pure con Rizzi. Rientro a casa distrutto. Riposato ritorno in piazza, già l’ombra è accettabile, vado dritto da Gordiano Lupi e dai suoi collaboratori, parole sul "Il foglio letterario" la storia la sua pubblicazione, le collane e le ultime vicende del poeta Peter Russel, che Piombino vorrebbe adottare. I fanzinari del Cagnara, passano lasciando la loro fanzine chiusa nel cellophane e li vedi prendere contatti. Veruska con i suoi amici, montano il televisore per il video, sui ragazzi del territorio. Troppo intensa la luce del sole, non si vede niente. Bisogna studiare una situazione diversa. Faccio il giro della vasca, e fermo al banchetto di V. Baroni; eccolo il suo Tiro a segno! Ha in esposizione due album zeppi di Artistamps (francobolli d’Artista). Altri scambi di vedute e poi…via ad incominciare, non siamo in molti ma decisi. Mandrino sul bordo della vasca, sudato, legge 5 poesie, ce le fa pure ad indovinello; seguono letture di Lupi, Donaudi, Marchiani e la ragazza cubana. G. e R. Strada con l’aiuto della Cubana fanno una performance di lettura: una sequela di nomi di malattie in spagnolo, dispiegando sul palco un lunghissimo pieghevole colorato. Segue "L’albero della poesia" 40/50 foglie, ritagliate da spartiti dipinti, con sopra scritto il titolo di una canzone letto da Fusai ed attaccate su di me e sulla carrozzina. G. e R. Strada mi dicono che R. Cohen viene in Italia e lo porterebbero volentieri da me. E’ l’ora di andare via, per gli Strada e Baroni un saluto affettuoso ed un presto arrivederci. Arrivano i ragazzi del gruppo Dioniso, preparano gli strumenti. Marchiani, voglio vedere la sua raccolta di fanzine che vede già trasferita su CdRom.
Ancora un ritorno al sudario di casa. Alle 21 sono di nuovo in piazza, con Fusai e Buonamici a discutere del futuro di CREATIVA. I Dioniso prendono posizione e via al loro punk-rock, un piccolo muro di suono ottimo per la serata. Sotto una scarsa luce Mandrino, Lupi, e la Cubana leggono le loro poesie. Per finire Donaudi ci replica, urlando al cielo "carciofo, carciofooo". Ci soffermiamo a commentare quanto è accaduto in questi giorni, sono già ricordi, punti fermi per future avventure. Tra saluti a prossimi incontri ci lasciamo.
fpf
Abbiamo ricevuto, purtroppo lunedì, il telegramma di Giancarlo Pucci impossibilitato a venire, dove ci comunicava il suo sostegno spirituale alla manifestazione, ha detto:- Sono con voi, anche se non materialmente!-
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Return Indietro Le foto sono di Claudio Gherardini |